Presentazione del nuovo libro di Dario Argento, Horror. Storie di sangue, spiriti e segreti

14 maggio 2018

La nostra redazione ha assistito alla chiacchierata di presentazione del nuovo libro di racconti di Dario ArgentoHorror. Storie di sangue, spiriti e segreti (Mondadori, 2018), che si è svolta il 14 maggio 2018 presso la Libreria Coop Ambasciatori.

Il testo raccoglie storie, ricordi, inquietudini e suggestioni che l’autore propone, a volte con occhio autobiografico, e dipana lungo il filo conduttore della paura. La scelta e lo sviluppo di temi, personaggi, ambientazioni (tutte reali) sono elementi funzionali ad amplificare la dimensione del mistero e ad architettare la suspense narrativa.

L'approdo alla forma del racconto ha radici profonde, che partono dagli anni di lettura e formazione del grande regista, che afferma di aver sempre amato il genere dei racconti brevi e ricorda il suo incontro con le storie "brevi, folgoranti" di Edgar Allan Poe: "è come se mi trovassi in una stanza, dove tutto è normale. È la mia vita, la mia stanza, poi a un certo punto apro la finestra e fuori c'è un panorama livido, strano, bizzarro, dove vedo figure incomprensibili, che si muovono… Un mondo che è al di fuori del mio mondo, estremamente interessante e affascinante. Proprio per questa fascinazione ho scelto il genere di film che ho fatto per tutta la mia vita".

 

 

A intervistarlo l'amico e affezionato Samuele Bersani. Siamo andati a chiedergli perché un musicista avesse scelto di intervistare il “maestro del brivido”.

Flash Giovani: Qual è il suo rapporto con il cinema di Dario Argento e come si sente a viverlo oggi da lettore?

Samuele Bersani: Il cinema di Dario Argento mi ha cresciuto, è stata una felicissima ossessione: evidentemente c’erano delle cose che ci univano, e molti dei miei incubi li ritrovavo nei suoi film. E poi perché mi ha aiutato anche a scrivere: mi mettevo lì a registrare i suoi film, li ascoltavo, li riascoltavo, ne trascrivevo le sceneggiature… Una volta sono addirittura scappato di casa per andare a trovarlo (ride). Penso che ognuno abbia nella propria vita degli incontri che sono destinati a cambiarne la traiettoria, e nella mia vita sono state due persone a farlo: il primo è stato Dario Argento, il secondo Lucio Dalla. Li metto sullo stesso piano anche se sono artisti molto diversi, mi hanno insegnato entrambi ad essere parte di quello che sono oggi.

FG: Musica, cinema e scrittura sono tutti canali di comunicazione per trasmettere determinate emozioni, tra cui anche la paura. C’è una connessione tra il tuo lavoro e quello di Dario Argento?

SB: Sì, e lo dico anche con un po’ di modestia; la mia prima canzone si chiama Il Mostro, un'altra dice “chiedi l’autografo all’assassino”; e ne ho scritta una che si chiama Psycho. Sicuramente l'horror è un genere che ha ispirato buona parte della mia produzione. C’è una connessione tra noi legata ai sogni, che nel caso di Dario diventano incubi, nel mio sono un po’ più addolciti, un po’ più morbidi.

FG: Consiglio ai giovani musicisti?

SB: Ai giovani musicisti consiglio di stare alla larga dai talent, ché non servono tanto.

 

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