Italiani in Argentina

Argentina

Diari di Bordo

20 Luglio – Day 2

L’arrivo e il mate

“Questa mattina alle 4:30, dopo un totale di 24 ore di viaggio, finalmente siamo atterrati all’aeroporto di Buenos Aires.
Successivamente aver passato i controlli e ritirato i bagagli ci siamo riuniti con i nostri corrispondenti argentini.
Dopo essere passati da casa Augustin, il mio corrispondente, mi ha accompagnato in un giro turistico di La Plata in auto. Mostrandomi alcuni tra i  luoghi più importanti della città, come il municipio, la cattedrale e Plaza Moreno, che é la piazza principale e una delle più grandi e verdi di tutto il Sud America.
Ho provato il mate, una sorta di thè verde che si usa condividere, tipico dell’Argentina e pranzato con l’asado, carne sempre tradizionale del paese.
Infine alla sera siamo andati a mangiare empanadas a casa di un suo amico per festeggiare appunto “El día del amigo”.
Questa giornata é stata un prima immersione nella cultura Argentina, e sono curiosa di vedere ancora tutte le bellezze che questo paese può offrire.”

Luna

21 Luglio – Day 3

Il “cocodrilo” di Javi

“Questa giornata inizia con un caffè istantaneo. Aggiungo tanto latte, meglio diluire. In mattinata visitiamo il museo de La Plata, per pranzo ci fermiamo ai giardini e nel pomeriggio visitiamo l’osservatorio della città. Più tardi sosta al bar, ci perdiamo in chiacchere un paio d’ore per poi passare ai saluti della sera, precedenti la cena in famiglia.

È l’una e mezza di notte, sono tra le coperte, nella stanza che Javi, il mio ospite, ha tenuto per me. Assolto svogliatamente il mio compito, quello di fare un breve (nel mio caso brevissimo) resoconto della giornata di noi 11 stranieri qui a La Plata, vorrei, fresco di memoria, raccontarvi una storia dall’Argentina degli argentini, che poco ha da spartire con quella dei musei, che pure mancano di riscaldamento, riservati a noi turisti. Spero di non annoiarvi e mi scuso in anticipo per gli errori di battitura e la sintesi talvolta estrema dettata dal sonno.

“Aca non sirve el permiso para manejar” diceva javi scherzoso uno di questi giorni. Io ridevo. Sono frasi che ci suonano comuni, quasi banali e trapelano solitamente una punta di spavalderia. Eppure no, Javi parla in modo un po’ diverso da noi, stesse frasi ma dice altro. I suoi genitori sono separati, vivono in case differenti. Suo fratello, più piccolo di due anni, questa sera è venuto con un amico a cena dal padre, col quale Javi abita. O meglio, ha preparato lui stesso milanesas per tutti. Ora però, finito di mangiare, deve tornare a casa dalla madre. Il padre domattina deve alzarsi presto, prima delle 6 e tocca a Javi accompagnare il fratello a casa. Metto le scarpe per uscire con loro, pensando di scortare per il tempo necessario a percorrere un paio di quadras i due “ospiti” (io, dopo due giorni, mi escludo da questa cerchia: proprio questa sera il padre mi ha detto “ya sos uno mas de nosotros”). Ancora non so dove abita la madre. Javi però va verso la macchina di famiglia, una Ford FCM del ’78, mi dirà lui stesso a fine viaggio. Per tutti, un COCODRILO. È un furgoncino con il cassone aperto dietro e tre posti davanti. Vecchissimo, arrugginito, i finestrini si aprono a mano. Vale dire spingendoli verso l’alto o verso il basso, non con la manovella. Una volta salito scoprirò altro del COCODRILO: il cambio ha passato tempi migliori, quando Javi scala alla prima praticamente ci si butta di peso, altrimenti non si muove. Per sfortuna mia e di javi, tra l’ altro, qui a La Plata si fa uso spropositato del cambio. Le strade sono una perpendicolare all’altra a formare le quadras, ciascuna della lunghezza di 100 metri circa. 100 m come l’intervallo, di conseguenza, tra un incrocio e l’altro. Per ciascuno dobbiamo rallentare, assicurarci che non passino altre auto, poi ripartire, con buona pace del braccio del mio amico, alla fine del viaggio inevitabilmente dolente. Inutile dirlo, la macchina trema più del nostro 13 di fronte alle 2 torri prima dei lavori di questo inverno. Incrocio dopo incrocio ci allontaniamo dal centro de La Plata. Nel mentre, mi diverto a osservare attorno.

Passano pochi chilometri ed un po’ più di rossi e veniamo affiancati sulla sinistra da un muro alto un paio di metri che continuerà per la lunghezza di 9 quadre, come scoprirò consultando la mappa della città. Javi mi spiega che è un deposito di treni. Pare che qualcuno abbia comprato un numero esorbitante di treni dal Portogallo e li custodisca gelosamente all’interno di questo fortino graffitato.

L’amico di Denis, il fratellino, scende dal COCODRILO. La casa davanti alla quale ci arrestiamo non è delle peggiori, come sarà invece per la prossima fermata. La mamma di Javi abita nel cuore dei barrios, in un cubetto grigio, simile ad altri visti finora, eppure inevitabilmente unico per via dell’improvvisazione che deve contraddistinguere qui la costruzione delle abitazioni.

Aspettiamo che Denis entri in casa e ripartiamo. Ci fermiamo a fare il pieno, poi Javi mi parla della nostra camioneta, qui apprendo quanto riferitovi in precedenza. Il paesaggio comincia a stordirmi, sempre uguale, e finisco per perdere il senso dell’orientamento. Pare di muoversi nella stessa direzione dell’andata, giunto a destinazione non riconosco più casa, fortunatamente ho con me il mio tutore, è lui a guidarmi. Eccomi di fronte al portone, bianco al pari delle concessionarie. Una volta entrato, quegli stessi muri che negli scorsi giorni apparivano tanto spogli paiono incredibilmente lussuosi. Il bianco (è un’ossessione) mi culla nella stanza di cui comincio a vergognarmi, perché a me solo riservata. Javi mi augura la buonanotte, io accosto la porta e comincio a scrivere.

Solo ora alzo la testa e guardo il cellulare. Sono le tre. Resto di sasso. Non penso al fatto di essere ancora sveglio. Penso a Javi. L’ho sentito pulire e non darsi pace fino a poco fa, poi è entrato in doccia. Doveva essere, quest’ultimo, stando alle sue parole al momento della buonanotte, l’unico impegno del poco di serata che pensavo gli restasse. Fa sempre così, a sentirlo parlare sembra passi la giornata senza occupazioni di alcuna sorta. Ogni volta mi dice di riposarmi, si assenterà un attimo per alcune faccende di poco conto. Scriverò di più di lui, necessariamente. Non ora però. Deve essere veramente tardi, perfino il mio caro Javi dorme.”

Piero

22 Luglio – Day 4

Un tuffo nella cultura argentina

“Oggi 22 Luglio siamo andati a visitare il museo de Dardo Rocha, fondatore della città di La Plata. Questo museo si trova nella ex casa di Dardo Rocha e tutto il materiale dell’epoca è stato ben preservato. La guida era una signora argentina di origini italiane che ci ha spiegato tutta la storia e alcune curiosità sulla città de La Plata. È stato molto interessante, soprattutto la parte finale in cui abbiamo parlato delle curiosità.

Dopo il museo siamo andati a visitare la cattedrale di La Plata e il relativo museo. Alla fine della visita siamo saliti in cima alla cattedrale da dove abbiamo potuto ammirare una vista stupenda sulla città e sul fiume.

Il pomeriggio invece era libero in famiglia e per questo la mia famiglia ha portato me e un altro ragazzo a un parco naturale dove si poteva dare da mangiare agli animali. Se dovessi scegliere quale sia stata la parte migliore del giorno, non ne sarei in grado perché i ragazzi italiani e le famiglie argentine sono tutte persone amabili con cui vado d’accordissimo!”

Martina

24 Luglio – Day 5

Asado

“Siamo ormai gia al terzo giorno, sabato. Oggi abbiamo passato un tipico giorno all’argentina, ci siamo riuniti tutti in un parco a mangiare il famoso asado. E stata una giornata all’insegna del divertimento che si e coclusa in cerchio cantando tutti insieme. Nonostante il freddo ho passato una giornata stupenda che spero si possa ripetere il piu presto possibile!”

Giada F.

25 Luglio – Day 6

La estoy pasando bomba y casi esploto de la risa!

“Bellissimo giorno con la famiglia. In 10 riuniti attorno alla tavola mangiando pechito de cerdo y matambre! (Deliziosi!) e trascorrendo il pomeriggio tra giochi da tavola e “schiaccia 7”, tra discorsi poco chiari, battute e risate che sono alla base di ogni splendida giornata.

Umore: demasiado feliz!”

Ilaria

Alla volta di Buenos Aires

“In un giorno piovoso e piuttosto freddo inizia la nostra avventura per Buenos Aires. Pur essendo arrivati da qualche giorno infatti, abbiamo visitato solo La Plata e oggi è la volta della capitale argentina. Dopo un viaggio in autobus di neanche un’ora, poggiamo piede sul suolo freddo della metropoli. Le caratteristiche sono infatti quelle tipiche di una grande città: molti negozi, automobili che riempiono l’aria di smog e gente che cammina con passo veloce.

Nonostante il meteo avverso, l’allegra combriccola (noi italiani e qualche ardito argentino che ha deciso di accompagnarci) intraprendiamo un trekking urbano, accompagnati da una solare guida dalle origini italiane. La visita concerne la parte sud della città, a partire da Plaza de Mayo, fino allo stadio della squadra calcistica del Boca. Buenos Aires, come molte città del Sud America, deve la sua scoperta agli spagnoli, che sono stati ben attenti a dotare la città di quelle strutture che secondo loro erano da considerare fondamentali. Dove è stata fondata la città, in Plaza de Mayo appunto, vediamo infatti la Cattedrale, il Cabildo, e la Casa Rosada, un palazzo dai toni tendenti al rosa, che scopriamo poi essere dipinta in origine con una tintura fatta di calcina e sangue bovino.

Il nostro tour prosegue per gli angoli più disparati della città, tra un “chorizo” (letteralmente salsiccia), le antiche case dei migrantes composte da un lungo corridoio su cui si affacciavano le stanze e le chiese erette dopo le tentate infrazioni dei conquistadores. Uno dei luoghi che abbiamo visitato e che mi ha più colpito è stato dove venivano torturati i desaparecidos. Passandoci in auto probabilmente non viene neanche notato, trovandosi proprio al di sotto dell’autostrada, ma con più attenzione si può notare che da un lato ci sono tutte le targhe dedicate a coloro che sono morti in quel luogo e dall’altro si ha una piazza monumentale, decorata da un enorme acchiappasogni, un probabile accenno alle origini indigene.

La mattinata si conclude in una pizzeria, ebbene sì, pizza anche qui. Al gusto si sente subito che l’influenza italiana c’è stata ed è rimasta tuttora, la cosa da notare è che in Argentina la pizza è da compartir (da condividere). Lo spessore e la ricchezza di condimenti la rendono infatti improponibile per una sola persona, e ben più adatta a 3, una cosa particolare e certamente simbolo di una cultura aperta e socievole.

La nostra avventura a Buenos Aires per oggi finisce qui, torniamo a casa un po’ bagnati, ma soddisfatti di questa prima visita.”

Federica

26 luglio – Day 7

Cambio di programma

A fronte delle intemperie temporalesche affrontate nel giorno precedente, quest’oggi decidiamo di optare per una giornata “al coperto” invece di dirigerci alla capitale come prestabilito.

Il centro commerciale ci riserva alcune sorprese: bowling, biliardo e sala giochi. Passiamo il tempo passeggiando per i negozi e disputando partite tra argentini e italiani; riconosciamo i campioni tra i nostri compagni. Un pranzo in tutta comodità nella piazza dei fast food, e di nuovo in viaggio sotto la pioggia invernale sudamericana.

Fortunatamente, ci fanno sapere che le perturbazioni in questa parte del mondo vanno a periodi e che già da domani potremo apprezzare il calore del sole nelle nostre escursioni.

Tommaso

27 luglio – Day 8

El Estadio Unico e la Republica de los Niños

“Hoy volvemos niños!!
Questa mattina siamo andati a vedere lo stadio provinciale di La Plata, el Estadio Unico, considerato, sin dalla sua inaugurazione, lo stadio più moderno dell’America Latina e l’unico ad essere coperto.
Inaugurato il 7 Giugno 2003 e completato solo nel febbraio 2011, ha una capienza di 53.000 persone. Al suo interno ospita principalmente concerti di artisti di fama internazionale, ma vi giocano anche le due squadre di calcio di La Plata, Estudiantes e Gimnasia. E talvolta si sono disputate anche partite della Selecciòn Argentina.

Terminata la visita dello stadio ci siamo diretti verso la Republica de los niños, un parco tematico e educativo, considerato il primo d’America, e il più importante nell’America meridionale. Riproduce un agglomerato urbano in scala proprio per i bambini, che qui possono divertirsi e imparare allo stesso tempo. Infatti vi sono, al suo interno, tutte le istituzione proprie del sistema democratico: il parlamento, il governo, il tribunale, la chiesa, il porto, il teatro, un aeroporto, ristoranti, hotel e tanto altro.
Costruito dall’Instituto Inversor de la Provincia de Buenos Aires in un’area di 53 ettari, parte di un terreno che apparteneva a un campo da golf, fu inaugurato il 26 di novembre del 1951 dal presidente Juan Domingo Peròn.
Vi è una sorta di leggenda che vuole che il signor Walt Disney in persona sia venuto qui e abbia preso ispirazione per i suoi parchi, sinceramente non so quanto questa storia sia vera o se si fondi su alcun dato storico, ma l’unica cosa che è vera è che questo parco è stato inaugurato nel 1951, mentre Disney World solo nel 1971, esattamente 20 anni dopo….che dite…solo una coincidenza?

Nel primo pomeriggio poi sono andata a fare un giro nel centro, nella parte più animata e con più negozi, per poi rincasare nel pomeriggio e approfittare del tempo restante per svolgere tutte le mie mansioni, come ad esempio aggiornare il blog o scrivere il diario di viaggio del gruppo (dal momento che oggi è il mio turno…).”

Benedetta

28 luglio – Day 9

Il Museo de los Inmigrantes e La Rural

“Oggi dopo un breve viaggio in autobus per Buenos Aires, siamo stati al “Museo de los Inmigrantes”. Vi era esposta in breve la storia della migrazione europea verso l’Argentina e tra i tanti “reperti” ho trovato il permesso di soggiorno di  Dott. Albert Einstein (non so se sia effettivamente il fisico noto a tutti).

Successivamente ad un pranzo molto abbondante siamo andati a visitare “La Rural”, da quello che ho capito gli animali esposti vengono in seguito uccisi per la carne. Del viaggio di ritorno al La Plata non ricordo nulla poiché ho dormito, ma in generale mi sta piacendo tutto, dallo stile di vita al cibo, soprattutto il cibo…”

Edoardo

29 luglio – Day 10

Un’avventura tira l’altra!

“Drin Drin! Un altro giorno è iniziato qui a La Plata e la sveglia ce lo ricorda con metronomica precisione. 

Dopo una frugale colazione ci incontriamo tutti al Terminal della città dove ci aspetta l’immancabile fila per salire sul bus… Dopo il lungo viaggio (utile per riposare un po’) scendiamo alla nostra fermata e ci dirigiamo alla stazione dei treni con la bella Buenos Aires che ci fa da cornice… Il viaggio in treno è infinito, ma finalmente arriviamo al Tigre, una ridente località sul fiume che ci accoglie con un sole spumeggiante.

Il sole ci accompagna per tutta la giornata ed anche a pranzo ci riscalda con i suoi raggi…Il panino ci sazia o almeno calma la nostra “hambre” e ci dirigiamo al mercato molto caratteristico carino sulle rive del fiume… Nel mentre ad un gruppo di noi viene un’idea : Perché non facciamo un giro in barca ?? Dopo un breve conciliabolo decidiamo di salire sulla barca e giriamo per tutto il delta ….

Alla fine della gita in barca torniamo a terra e prendiamo il treno per tornare a Buenos Aires, ma prima ci ferma una star televisiva senza lavoro e un po’ “loca”… Il luogo dove ha fine la  nostra Odissea giornaliera è il Terminal da dove tutto è partito circa 12 ore prima…

La giornata è stata durissima ma alla fine per fortuna c’è una doccia bollente.”

Matteo

30 luglio – Day 11

Buon cibo e tante chiacchiere!

“Hola! 

Oggi è  Sabato 30 luglio ed è l’ 11°giorno  che passiamo qui in Argentina, sono già  triste perché  ahimè  so che manca poco al ritorno in patria.

Detto questo è  meglio pensare a ciò  che di bello ci ha regalato  questa giornata, Juani (il mio corrispondente) mi ha accompagnato in centro dalle altre ragazze per una giornata di shopping!!! Abbiamo passato una meravigliosa giornata insieme, tra compere e chiacchiere! Finite le spese abbiamo “merendato” a casa di Flor (ragazza argentina) con la sua famiglia! Assaggiato dolci tipici bevendo caffè.

Giornata a dir poco piacevole e sicuramente da rifare!”

Giada Z.

31 luglio – Day 12

Lujan e cena all’italiana!

“Oggi io e tutta la mia famiglia argentina ci siamo svegliati molto presto per partire alla volta di Lujan.

Dopo 3 ore passate in strada siamo finalmente arrivati a destinazione, dove abbiamo visitato l’imponente cattedrale e passeggiato tra le bancarelle. Nel pomeriggio ci siamo divertiti sulle tantissime giostre presenti fino a quando non ha iniziato a piovere incessantemente. Per ripararci siamo andati in una gelateria dove abbiamo mangiato tantissimo gelato!

Al rientro a casa ho cucinato carbonara ed è piaciuta molto a tutti 🙂 “

Luna

1 agosto – Day 13

Poesia: Settimana due, ottavo giorno

“Quest’ultimo lunedì argentino
Un poco di riposo ci attende,
Abbiam programmi solo al mattino
Poi ciascuno s’adopra e spende;
Io, per i miei sol compro un cucchiaino:
Forse un acquisto un po’ deludente
Ma è di legno e bello assai,
Mamma spero che lo apprezzerai.

Siam tutti in cerca di regali
Eppur solo compriamo calamite;
Cerchiam altresì calzini speciali
ma non troviamo che belle matite
Por la noche tutti ben riposati
Mangiam d’edo le pizze variopinte
In casa del nostro amico Franco
(Qui scrivo queste rime sottobanco).”

Piero

2 agosto – Day 14

Una bellissima giornata

“Oggi 2 Agosto siamo andati a Buenos Aires per fare un giro tra i negozi. Come prima tappa ci siamo fermati nella galleria Pacifico. Si tratta di un centro commerciale enorme, che ricorda un po’ “Au bonheur des dames” di Victor Hugo. Ci siamo seduti in un bar tutti insieme per fare colazione e abbiamo iniziato a scrivere le cartoline appena comprate..

Dopo la rilassante pausa abbiamo fatto un giro tra i negozi del centro commerciale e poi abbiamo preso un autobus per arrivare a la Boca e Caminito. Là abbiamo fatto un giro per i negozi di souvenir comprando tutti i regali per amici e parenti. L’atmosfera era molto rilassante e suggestiva con queste immagini pittoresche di persone che ballavano il tango.

Verso sera siamo rientrati a La Plata e io sono andata a casa di un’altra ragazza per cenare insieme. Ho avuto dunque la possibilità di conoscere la sua famiglia ospitante, cosa che mi ha reso super felice! Dopo la bella cena, mi hanno riaccompagnata a casa con l’altra ragazza italiana e abbiamo fatto un pigiama party a casa mia!

Non potrei essere più soddisfatta!”

Martina

3 agosto – Day 15

Un diario en español

“Esta experiencia casi llegó al fin. Hoy nuestra querida amiga flor nos invitó a pasar el dia en su cabaña para festejar juntos su cumple. Asi que a la hora del almuerzo nos encontramos todos para compartir estos ultimos momentos juntos. La mama nos hizo encontrar un rico buffet que se terminaba con una torta!
Fue un dia hermoso pasado en “familia” tomando mate, charlando y sobretodo riendo muchisimo. Se empieza a sentir que todo ya casi terminó, se empieza ya extrañar nuestra vida Argentina.

Me quedo con la esperanza de mantener esta amistad que creamos a pesar de la distancia.”

Giada F.

4 agosto – Day 16

La despedida

“Giornata ricca d’emozioni! Ultimo giorno con i nostri cari argentini! Ultimo giorno con le loro straordinarie e affettuose famiglie! Ultimo giorno d’inverno in quel de “La Plata”! Mille pensieri e ricordi di queste due meravigliose settimane! Le ultime risate, gli ultimi momenti prima della partenza, prima di quel difficile “arrivederci”! …Ma so che ci rivedremo!

Mattinata di visita all’ “Albert Thomas”, la prestigiosa scuola tecnica dei nostri corrispondenti fondata nel 1910. Però bisogna ammettere che effettivamente ha conosciuto tempi migliori!

La giornata si conclude con una divertente cena di “despedida” alla quale ha partecipato anche il console italiano che ha omaggiato la scuola con un quadro raffigurante la nostra piazza maggiore a Bologna!

Che dire.. Con un applauso finale si è conclusa questa bellissima esperienza nella fredda ma incantevole La Plata!”

Ilaria

5 agosto – Day 17

Le cascate tra Argentina e Brasile

“Questa mattina, dopo esserci svegliati nel nostro hotel di Iguazú e aver consumato un’abbondante colazione, ci siamo diretti verso il lato argentino delle cascate. Infatti, queste cascate sono condivise da due diversi paesi, Argentina e Brasile. Una volta entrati nel parco nazionale, ci siamo dedicati ad una passeggiata sul fiume, incontrando animali del luogo, come i coatí e i tucani. Lo spettacolo che ci attende è mozzafiato: la Garganta del Diablo, imponente e maestosa, indescrivibile a parole. Non a caso, questo complesso di cascate fa parte delle sette meraviglie del mondo naturale.

Nel pomeriggio decidiamo di osservare le cascate da un punto differente, ovvero in barca lungo il fiume. L’avventura nautica ci porta sotto le cascate stesse, un’esperienza unica. La giornata si conclude con un giro nel centro di Porto Iguazú, e una cena in un ristorante tipico”.

Tommaso

6 agosto – Day 18

Goodbye time

“Un giorno come tanti altri, ma che di comune non ha davvero niente. È il giorno dei saluti, il giorno in cui si porta a compimento l’intercambio. Un percorso iniziato a febbraio e finito oggi che ha permesso a tutti noi di vivere un’esperienza fantastica, condividere momenti unici e conoscere nuove culture. Un percorso che, come tutte le cose belle, prima o poi finisce.

Questo venerdì corona infatti una fine, un grande saluto all’aeroporto di Buenos Aires, accompagnato da regali, pianti e promesse. Promesse di rivedersi ancora, acá o allá, di ritrovarsi e passare ancora splendidi momenti assieme. Dopo questa parentesi nostalgica e un po’ smielata, la ciurma italiana si imbarca diretta a Iguazu, patria delle famose cascate, settima meraviglia naturale del mondo.

Dopo un viaggio un po’ turbolento, approdiamo in un mondo immerso nel verde. Nel tragitto dall’aeroporto all’hotel vediamo solo alberi su alberi che svettano fino a toccare il cielo. Dopo esserci sistemati nelle nostre camere, ci concediamo un tuffo in piscina, accompagnati dagli umidi 29 gradi che ci sono qui, prima di uscire di nuovo, alla scoperta del paesino.

La conclusione della giornata è più che positiva, una cena messicana todos juntos, ricordando i trascorsi felici e programmando attività future.”

Federica

7 agosto – Day 19

Una capatina in Brasile

“Oggi, come da programma, siamo andati a scoprire il lato brasileño delle cascate di Iguazú, lato che dicono essere particolarmente famoso per la visuale delle cascate nella loro completa e maestosa bellezza. Siamo stati anche fortunati dal punto di vista meteo, dal momento che era prevista pioggia, mente abbiamo invece potuto godere di una bellissima e piacevole giornata di sole.
La visita delle cascate è durata all’incirca un paio d’ore tra una foto e l’altra, foto che però, per quanto belle e estremamente dettagliate possano essere, non riusciranno mai a rendere la magnificenza che ci siamo trovati davanti.

A seguire, alcuni di noi sono rientrati in hotel, mentre altri si sono diretti al parco de las aves, una sorta di bioparco che accoglie varie specie di uccelli.
Tutto molto interessante e, almeno per quanto riguarda me,  anche assai rilassante….un’immersione nella natura a tutti gli effetti.

Una volta ritornati tutti in albergo, dopo qualche ora di relax, abbiamo cenato nel ristorante all’interno dell’hotel…anche se a dire il vero a cena non c’erano proprio tutti, solo 7 di noi che ancora non avevano mostrato segni di debolezza.
Una serata che personalmente ricorderò senz’altro, durante la quale metà di noi era praticamente KO per colpa di un virus.
Ma nonostante la nottata stile grey’s anatomy devo dire che è stata proprio una bella giornata!”

Benedetta

8 agosto – Day 20

L’ultimo diario dall’Argentina

“La pasamos bomba! Questo è l’unico pensiero che in queste ultime ore prima del nostro ritorno in Italia vaga per le nostre teste! Con la speranza di avervi lasciato qualcosa della nostra cultura e del nostro modo d’essere, noi corrispondenti italiani vi ringraziamo! Grazie!

Perché grazie a voi, nostri cari corrispondenti argentini e alle vostre meravigliose famiglie, abbiamo trascorso in queste due fantastiche settimane giornate ricche d’emozioni! Grazie perché avete reso indimenticabile questo viaggio! Il migliore intercambio della storia! Bologna-La Plata 2016! Vi vogliamo bene! Ci mancherete molto, ma sono sicura che torneremo a vederci! A presto!

LA PASAMOS BOMBA! Este es el unico pensamiento que en estas ultimas horas, antes de nuestro regreso a Italia, está en nuestras cabezas! Con la esperanza de haberle dejado algo de nuestra cultura y de nuestra manera de ser, nosotros corespondientes italianos los agradecemos! GRACIAS! Porque gracias a ustedes, nuestros queridos corespondientes argentinos y a vuestras maravillosas familias, pasamos en estas dos hermosas semanas dias llenos de emociones! Gracias porque lograron hacer que este viaje fuera inolvidable! El mejor intercambio de la historia! Bologna-La Plata 2016! Los queremos! Los vamos a extranar mucho, pero estamos seguros que nos volveremos a ver! Hasta pronto!”

Los Italianos

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