Portland

PORTLAND 1a giornata

Stamattina mi sono svegliata alle 4:20.
Alle 5:30 sono arrivata in autostazione dove ho incontrato l’accompagnatrice, Alessandra, e il resto del gruppo. Inizialmente eravamo tutti molto distaccati e un po’ imbarazzati, ma già all’arrivo all’aeroporto di Verona la situazione si era scaldata.
Durante l’attesa per il volo abbiamo fatto colazione, chiacchierato e giocato a carte. Il viaggio di un’ora e mezza è passato velocemente.
Adesso siamo partiti per quello che forse ci preoccupa maggiormente: il volo Frankfurt-Portland.
Sono tranquilla, ma undici ore saranno lunghe.
Con i compagni ho già fatto amicizia e penso che passeremo due settimane bellissime insieme!

Mancano ancora tre ore e mezza all’arrivo a Portland. Abbiamo visto dei film, ascoltato musica, dormito e gironzolato per l’aereo. Nonostante la “spaventosa” lunghezza, il viaggio sta andando molto bene.
Siamo tutti leggermente spaventati di vedere le nostre famiglie, ma comunque elettrizzati.

Atterriamo a Portland e dopo vari controlli incontriamo finalmente le famiglie.
Siamo tutti sorpresi, io sono contentissima poiché sono molto gentili e davvero simpatici.
La casa è grande e soprattutto accogliente, il loro cane è dolcissimo.
Ho già parlato di tante cose con tutti loro e credo che riuscirò ad integrarmi bene nella famiglia.
Dopo cena ci siamo spaparanzate sul divano a guardare tv.
Per ora mi sta piacendo tutto davvero molto!
Nonostante questa giornata sia stata molto bella per tutte le emozioni che ho provato, è stata veramente stancante poiché è stato come vivere un giorno per due volte di fila. Una cosa stranissima con questo jet-leg!!
Non vedo l’ora che sia domani per vedere la città

Flaminia

PORTLAND 2a giornata

“Una giornata all’insegna della cultura, delle passeggiate in bicicletta, del divertimento, del relax e della visione di film. Cosa si può avere di più?”
Giulia

Giulia sceglie “Wait for it” come colonna sonora di questa giornata:

“Love doesn’t discriminate
Between the sinners
And the saints
It takes and it takes and it takes
And we keep loving anyway
We laugh and we cry
And we break
And we make our mistakes
And if there’s a reason I’m by her side
When so many have tried
Then I’m willing to wait for it
I’m willing to wait for it”

From Hamilton musical

PORTLAND 3a giornata

Immaginate tante casette (un po’ come quelle del paesino di Edward mani di forbice) colorate (il prugna è di tendenza ma c’è anche il bordeaux, il grigio cielo ed il verde scuro) ed ecco un tipico quartiere residenziale.
Ora immaginate di prendere un bus, ecco il centro.
Gelaterie dai gusti più strani, negozi vintage, camioncini che vendono cibo (Portland è famosa per lo street food), librerie, bar, murales.
E adesso arriva la parte più divertente, le persone.
Il bello di Portland è che ognuno può esprimere il proprio stile e nessuno giudica.
Calzini colorati, vestiti stravaganti, è la città degli hipsters e una cosa che ho notato è che l’80% delle persone ha un cane.
Oggi la giornata è iniziata alle 11, meeting at the city hall.
Ci hanno dato il benvenuto nella “rose room”, abbiamo scattato alcune foto (si, sembra di essere attori famosi per il numero di foto che ci scattano) e ho scoperto che Bologna è la sister city di Portland.(magico!)
Abbiamo visitato il museo “Portland Historical society”: è stato molto bello perché gli Stati Uniti basano la loro storia sui migranti, quindi c’erano frasi stupende a tema immigrazione.
In Oregon c’è un’attenzione particolare al fatto che ognuno deve sentirsi a casa, un’atmosfera bellissima a mio parere.
Inoltre era interattivo, e abbiamo fatto un sacco di foto (strano).
Dopo il museo era ora di pranzo.
E che pranzo…. oggi abbiamo mangiato nei food carts!!
(Food carts: camioncini che vendono cibo, street food)
È stato davvero bellissimo. C’era una grandissima varietà di cose da mangiare, provenienti da tutte le etnie, greco, coreano, cinese, messicano, tailandese, italiano, egiziano, indiano, cibo per ogni palato, la cosa più difficile era scegliere.
Io ho mangiato una “whole bowl” ovvero una ciotola con avocado, riso, salsa, cheddar, prezzemolo, fagioli e olive.
Era davvero buona.
Abbiamo mangiato in una piazza con alcuni tavolini. Era davvero carino perché nella piazza c’erano anche un set da scacchi gigante, un set da forza 4 e jenga, e potevi giocare.
Dopo pranzo le mie American siblings mi hanno portato in un negozio vintage…. vorrei che ci fossero cose del genere anche in Italia. Era enorme.
Un’altra cosa che vale la pena raccontare (e che ho adorato) è il fatto che le persone sono molto friendly. Mentre stavamo tornando in autobus a casa, io Olivia e Georgia abbiamo fatto amicizia con una ragazza, un momento prima era un’estranea e il secondo dopo un’amica.
Insomma, sono stra contenta di essere qua, I’m having a great time, le persone sono fantastiche e anche il cibo (ve lo assicuro).
Viva Portland!

Irene

PORTLAND 4a giornata

La giornata è incominciata leggermente prima oggi: solita sveglia alle 7:00 (pdx), colazione con “french toasts & mapple syrop”, e una rinvigorente camminata sotto un timido sole oceanico per raggiungere l’ ” Arts Museum”. Questo si presenta come una galleria d’arte contemporanea, che però ostenta qualche dipinto che noi definiremmo moderno ma che qui ha già assunto l’appellativo di antico. Tuttavia, la parte più interessante sembra essere una mostra di auto d’epoca su cui la guida sorvola prontamente. A parte qualche piccolo inconveniente la visita si conclude tranquilla senza particolari colpi di scena. La seconda tappa della giornata è lo zoo a cui ci appropinquiamo sull’infallibile MAC, una linea tramviaria suburbana. Lo zoo, di cui gli autoctoni sembrano andare molto fieri, non differisce da qualsiasi altro zoo al mondo e anzi il tour ad eccezione di qualche stanco coguaro risulta un po’ monotono.
La giornata sembra conclusa con il solito megacono gelato, dopo ovviamente l’immancabile “Rose Garden” una delle attrazioni per cui Portland è conosciuta come “la città delle rose”. In realtà mi aspetta ancora un tête à tête col mio host sibling al campetto vicino casa: con sommo rammarico devo ammettere che il basket americano ha prevalso sulla scuola europea. È così che si conclude la quarta giornata a Portland con un bilancio sempre positivo e col sorriso sulle labbra.

Riccardo

Portland, city of roses

Oggi è il 4 luglio, il famoso indipendence day. Come ogni giorno mi sono svegliato prima della mia sveglia delle 7.30 e dopo qualche momento nel letto ho deciso di preparare la mia valigia (lo zaino e qualche vestito per 2 giorni). Non è che me ne vado, ma i miei ospiti hanno deciso di portarmi nella loro casetta vicino ad Olympia nel Washington per festeggiare tradizionalmente il loro “4th”(come lo chiamano qui). Quindi dopo i vari preparativi sono sbucato dalla cantina(la mia camera) in cerca della “family” per fare colazione. Alla fine dopo un po’ attesa siamo partiti per mezzogiorno e qualche ora dopo siamo finalmente giunti alla casetta. È imboscata in una forra tale quella che si trova lungo il Po, il che ci sta poichè ľoceano che si trova davanti in realtà è un’enorme laguna ,che sembra un fiume, piena di isole in cui sguazzano orche assieme a salmoni (interessante).

Dopo una passeggiata nella “””spiaggia””” arrivano i vari invitati e siamo in circa una dozzina compresi i bambini. Si provano i petardi e i preparativi per la cena incombomo. Verso le 20.00 iniziamo a mangiare: gamberi cotti alla griglia, insalata di mango, altra frutta, pane di mais, “honey-butter” miele frullato a burro bollente(salutare e buono), pannocchie al vapore con burro pepe e sale e infine costolette di maiale!!!!!! Si mangia e poi iniziano i fuochi ďartificio. Adesso i bambini stanno saltando su un elastico dopo aver fatto esplodere tutti i petardi e nel frattempo sembra di essere sotto un bombardamento di luci che si vedono in lontananza.
Francesco.

Il giorno dopo l’Indipendence Day e una notte con costanti fireworks, la mia giornata comincia con una breakfast composta da un caffè (definirlo caffè è davvero una blasfemia), mirtilli, ciliegie e per concludere mi sono preparato due fette di pane spalmandoci sopra della sour cream.
Verso mezzogiorno sono partito alla volta di Cannon Beach dove starò per i prossimi 3/4 giorni. Il viaggio è durato quasi un’ora e mezza e la famiglia ha voluto fossi io a mettere la musica per la maggior parte il viaggio.
Dopo aver pranzato con una crêpe very good (nonostante non sia tipicamente americano), in spiaggia ho passato il pomeriggio con alcuni del mio gruppo italiano e le loro rispettive famiglie. Io e il mio friend Riccardo ci siamo tuffati nelle gelide acque dell’oceano Pacifico (PAZZIA!), infine il frisbee, il badminton, i dadi e le carte ci hanno fatto trascorrere uno splendido afternoon sulla fresca spiaggia americana.
Una breve spesa al market e infine si ritorna nella casa adiacente all’oceano. Successivamente ho cenato con pasta (anche questa definirla pasta è una blasfemia), classica carne americana, un bell’ice-cream e una visuale di uno splendido tramonto a chiudere il tutto.
Per concludere mi trovo qui su una poltrona color caffè a guardare un film con tutta la famiglia.
Insomma mi sono integrato nella vita di una famiglia americana ed è davvero un altro mondo.
This is America!

Nicholas

 

Ecco i ragazzi e le ragazze con i loro corrispondenti americani!


Oggi 6 luglio, bella giornata, molto soleggiata e calda.
io e izzy ( la mia exchange student) abbiamo fatto colazione insieme a casa e abbiamo ascoltato un po’ di musica poi prima di pranzo mi ha accompagnata ad un campo d’atletica qui vicino perché dovevo allenarmi, lei era molto entusiasta di vedermi correre, mi ha preso i tempi e ci siamo divertite molto. Tornate a casa ci siamo preparate per andare in piscina, con anche altre 3 amiche di izzy in un golf clab di cui suo padre fa parte. Abbiamo fatto qualche tuffo in piscina e abbiamo preso un po’ di sole divertendoci molto e verso le 6 siamo tornate a casa, nel viaggio in macchina mi hanno chiesto di mettere qualche canzone italiana e devo dire che sono rimasti tutti molto soddisfatti. Arrivate a casa ci siamo nuovamente cambiate e siamo andate alle stadio per vedere una partita di calcio femminile in cui giocava la squadra di casa, le Portland Thorns FC contro le Utah Royals che hanno perso 4 a 0, ad ogni goal tutto lo stadio esulatava almeno per 5 minuti, si vedeva che tutti erano davvero molti legati a questa squadra. Personalmete non ero mai stata a vedere una partita allo stadio e devo dire che come prima volta è stato qualcosa di grandioso! Nient’altro da dire se non che è stata davvero una bellissima giornata!
That’s America…
Laura

 

Sveglia alle sette. Come di consueto chiamo i miei genitori e vado a fare colazione. Il programma di oggi prevedeva la gita in un parco di divertimenti. Questo parco si chiamava Enchanted Forest ed era un po’ per bambini piccoli ma bello e divertente. Durante il lungo tragitto ci siamo guardati Indiana Jones. Appena siamo arrivati a casa mi sono riposata un attimo sul letto e dopo un po’ sono andata a prepararmi per andare alla festa con i ragazzi dello scambio. Ci siamo state poco perché io e Maxine ci stavamo annoiando e così siamo ritornate a casa e ci siamo guardate un film.
Giulia

7 luglio
Giornata movimentata oggi!
Stamattina dopo una corposa colazione preparata dalla dolcissima Lia (la mamma) mi hanno portata in un posto molto bello e molto americano, dove Fiona e sua sorella fanno equitazione e dove si trova il loro enorme cavallo Ace. Io ho cavalcato Dancer con l’aiuto di Fiona: è stato fantastico!
Siamo tornate a casa nel pomeriggio e dopo un bel pisolino, alle 6 siamo usciti tutti e cinque di casa per andare allo stadio. Ci hanno raggiunti Francesco e la sua famiglia. La partita è cominciata alle 8, ma l’attesa non mi è pesata! La partita è finita bene, abbiamo vinto! Mi sono sentita una vera tifosa con la sciarpa dei Timbers

8 luglio
Oggi la sveglia è suonata alle 6, ma mi sono alzata dal letto alle 6:30. Perché mi sono svegliata così presto?? —> Seattle!!!
Arrivati a Seattle (dopo tre ore di dormita in macchina) siamo andati sulla “great wheel” (=ruota panoramica) e dopodiché abbiamo girato per un po’. C’è un grandissimo mercato ed è lì che abbiamo mangiato!
Dopo aver visitato la bella Seattle siamo ripartiti per tornare a Portland.
Arrivati a casa abbiamo mangiato quasi di fretta perché io e Fiona siamo andate a casa di Georgia per rivedere finalmente tutti!!
È stato tutto divertentissimo in questi giorni e sono sicura che continuerà così ed anche meglio
Flamina

 

Descrivere un’esperienza mentre la vivi è paradossalmente più difficile che descriverla qualche giorno dopo averla vissuta. Quindi proverò a raccontarvi cosa abbiamo fatto oggi cercando di non scendere troppo nei particolari, ma sarà difficile (perdonatemi).
Ormai siamo qui da una settimana, è bellissimo perché siamo diventati tutti amici ed ognuno sta vivendo a pieno i suoi American days.
Ecco il titolo della giornata: “shopping!!” (Da notare i due punti esclamativi)
Ebbene sì, vintage shops, creepy shops (Marilyn Manson style), negozi dell’usato…chi ne ha più ne metta!
Eravamo talmente eccitati che ci frenavamo a vicenda dal comprare cose assurde (camicie con ricami a ragnatela e vestiti di jeans extralarge per intenderci) ma alla fine siamo qui per divertirci e un po’ di pazzia non fa male a nessuno.
Oggi ho mangiato uno dei waffle migliori della mia vita (se per caso capitate da queste parti fate un salto da “the waffle window”, non ve ne pentirete) con fragole panna e cioccolato, ve lo consiglio vivamente.
Per smaltire il waffle abbiamo fatto una passeggiata su Mt. Tabor, poi abbiamo giocato a carte e fatto piani per i prossimi giorni.
Stasera per me è una gran pacchia: cibo messicano Made home davanti a the rocky horror picture show: paradise.
Non è facile spiegare a voi gente di Bologna che leggete come ci si sente a stare qui. Mi limito a dire che è tutto molto colorato, i negozi sono assurdi, il cibo è buono e le persone simpatiche. Non stupitevi se al rientro saremo tristi!

Irene

 

Oggi Riccardo ci racconta con una formula piuttosto singolare la giornata di oggi

LET’S GO GUYS!!

-Let’go guys!
-Perché domani mattina non andiamo a fare un bel giretto per le fattorie vicino a “Hood River”?
-Right.
-Quindi quando partiremo all’incirca ?
-7:30 could be fine.
-???????????……….. Scusa non ho capito… Puoi ripetere?
-7:30!
-(a parte ) ed è così che da martedì si cambia improvvisamente regime good bye sveglia alle 9:00….
(Hood River: caffè)
-Hey buongiorno!
-Morning!
—espresso—
-Shall I make you a pony tale?
-A…cosa…?
( doppia aggressione laterale)
-Rega ,seriamente, _coda_ mi state facendo?
( photo)
——————-//—————
-Fattoria numero uno ….. Paraponzi ponzi pó….
No qua non la capiscono…
-Goat!!Goat!! Let’s pet that GOAT!!
-( ah bene…)
-Si si sono carinissime… Ma ci sarebbe il negozietto di alimentari tipici laggiù….
-No, forget that! You meat pet the pregnant one!
-vabbè se proprio devo…mai più.
—–arrivano gli honey Stick——-
-…..tre civette sul comò, ma a me tocca quello cioccolato e miele che tutti rifiutano. Non è male,ma mi chiedo perché nessuno lo voglia…..
——————-/:/————–
-Fattoria numero due… no devo smetterla….
-Did you see the vintage shop? You really should go inside!They also make thei own ice cream from their own berries!!!
-Arrivo… Un sec…( vac. Il rullino si è incastrato) un altro secondo…
–15 min dopo ——————–
-Scusa se lo chiedo:come mai c’è un vaso da notte ad accogliere i clienti ?
-….Come in! Look at these shiny jackets!!
-Carin….NON CI CREDO! perché ho appena letto DUCATI su quel motore!
-No, look at the funny hats!!-aspe.. Faccio una foto alla mot…- oh watch out your ice crem’s ready!!!
¥¥¥¥¥¥¥¥¥¥¥¥¥¥¥¥¥¥¥¥¥¥¥¥¥
-Fattoria numero tre
-oh it’all covered in lavanda!!!!
-Arrivo… Un sec…( vac. Il rullino si è incastrato) un altro secondo!!!…
–15 min dopo ——————–
-Eccomi! Dai Rega foto di gruppo!!! Regaaaa!
-yeah. Here we come!
-Pronti? Tre due uno cheese???
-(Sneeze!!!)
-no dai Rega come fare a starnutire proprio mentre scatto!?!??Dai un’altra..!!
——5 foto dopo——————
-Ma dove sono Panca e James?
-oh they’re still in the way
-………….quindi devo rifare perché perché non era una ver adoro di gruppo ?
-yep.
-…..…………………………………………….
————/——/—-:———–
(Davanti alla baia di Hood)
-Sicuri che si possa andare in acqua ?? Non sembra pulita…
-just get changed!
-e allora mettiamo il costume.
-come on!!!
-( beh dai, è più calda che l’oceano almeno )
-cross the rope dividing us from the kitesurfers
-si ma potrebbe essere pericoloso..
( voce da lontano ) /- *SNAKE!!SSSSNAKE!!!*
-Whut?
-credo ci stiano dicendo che c’è un serpente in acqua….
-Great.
-………………………………………………..
————–€&$£¥————–
(Rock gym)
– 🙂 (:

Riccardo


Ecco una raccolta di Yard Signs catturati nei diversi neighborhood di Portland


Ehi, ciao a tutti; si sono quello che vive nella cantina, ormai però mi sono traslocato da sabato in una nuova casa, quella del mio “host” Charlie. Un ragazzo a cui piace la “root beer” e un capione di corsa . Oggi 7/11 è il giorno della “gita in bici”. La sveglia è stata lenta e dura, dato che il mio telefono ha deciso di non caricarsi durante la notte così non facendo squillare la sveglia. Comunque dopo uova e salsiccia io e Charlie corriamo alle nostre bici e quasi immediatamente alla mia si rompe il cambio dietro (il problema è che Portland è piena di saliscendi e la mia casa si trova ai piedi del mount Tabor). Passiamo una ventina di passaggi a livello e un ponte e alla fine arriviamo con ben 7 minuti di ritardo a Caruther Park. Poi prendiamo la funicolare che passa proprio sopra al quartiere italiano storico (spero che quando ľabbiano costruita gli abitanti del quartiere si siano lamentati) e si ferma alľospedale (incoraggiante). La vista è spettacolare, torniamo giù e riprendiamo le bici per arrivare al “Waterfront Park”. Dopo ľattraversamento di due ponti, aver visto dei bambini tuffarsi illegalmente da una decina di metri, lungo i “docks”, arriviamo al magnifico “North Steel Bridge” che si a quanto pare è un ponte mobile. Dopo aver pranzato nel parco(nella cui fontana qualcuno di noi ha fatto il bagno) partiamo alla volta delľOMSI (Oregon museum of science an industry) per vedere il planetario. Dopo lo show delle costellazioni, vagabondeggiamo per un oretta e mezza circa per il museo (specialmente la parte interattiva, no scusate solamente nella parte interattiva). Così salutati tutti io e Charlie decidiamo di starci un’altra ora. In questo modo, stanchi morti per il museo, ci siamo messi in sella e dopo 30 minuti buoni, fatica e una gran sudata arriviamo. Ci riposiamo. Doccia. Cena veloce, thai superpiccante. Si parte di nuovo per andare tutti insieme al bowling. Un’ora di gioco e divertimento e basta non ne voglio più, siamo stanchi morti, andiamo a casa (non è andata proprio così a causa dei videogiochi arcade, però ho sonno e i gatti mi disturbano…). Quindi questa è la fine del mio blog spero di avervi annoiato abbastanza.
Francesco

 

Oggi giornata nel lato country dell’Oregon. Dalla raccolta dei mirtilli, due buoni biscotti campagnoli e concludiamo con un fantastico pic-nic in “balotta” sulla spiaggia del Columbia river. Nel pomeriggio un bel bagno tutti insieme con protagonisti solo il divertimento e le risate.
Nella night, invece, un party a casa di una nostra amica americana e anche qui sempre fun tutti in compagnia.
Esperienza stupenda anche oggi!
Nicholas

 

13 luglio, ultimo giorno prima della partenza!
La giornata è iniziata svegliandomi assieme a Flaminia, Sophie, Izzy e Fiona a casa “mia” e di Izzy, dove la sera prima avevamo fatto tutte assieme un pigiama party post film con anche tutti gli altri. Siamo andate a fare colazione al voodoo doughnut, un posto dove vendono tantissimi doughnut dai gusti e i colori più svariati ed erano davvero buonissimi!
Finito di fare colazione abbiamo riaccompagnato a casa Fiona, Flami e Izzy e noi siamo tornate a casa nostra. Abbiamo iniziato i prepativi per la gara di sughi bolognesi che ci attendeva per la serata! Io e Izzy in sella a una bici, siamo andate a compare tutti gli ingredienti necessari per fare il nostro sugo. Dopo aver trovato tutto il necessario è arrivata l’ora di mettersi ai fornelli!! Il nostro sugo era composto da pomodorini tagliati fini, cotti con olio e qualche spicchio d’aglio per insaporire il tutto, un pizzico di sale, qualche foglia di basilico e tanto buon parmiggiano che avevo portato come omaggio alla famiglia direttamente da Bologna. Sugo pronto! Ci dirigiamo in un locale dove ci aspettavano tutti gli altri ragazzi con le proprie famiglie più il Console di Portland e tante altre persone amiche delle varie famiglie.
Ogni famiglia aveva fatto il proprio sugo quindi erano 8 sughi diversi da assaggiare. Avevamo anche un altro compito oltre che assaggiare ed era quello di giudicare ogni sugo inserendo un bigliettino con un giudizio in ogni bicchiere affianco alla ciotolina con il sugo… Tutti davvero buonissimi, erano tutti diversi: ragù, salse con il pomodoro, panna e funghi, salse con speck, salsa di pere e noci e tanto altro! Dopo averli giudicati tutti era arrivato il momento di mettere il tutto sulle tagliatelle e dare il via alla cena! Dopo aver mangiato un sacco di buonissime tagliatelle con i nostri sughi, la serata é continuata in una magnera molto divertente, all’interno del locale c’erano delle bellissime auto d’epoca e noi ci siamo divertiti a salirci e a fare un sacco di foto carine e bizzarre, ma la serata non è ancora finita! Dopo le varie premiazioni come il titolo del sugo più saporito, quello più creativo, quello più moderno e il mio quello più colorato, noi ragazzi siamo andati tutti a casa di Sophie dove la serata è continuato del migliore dei modi, Ricki suonava la chitarra e tutti noi cantavamo e dopo un po’ di chiacchiere siamo andati a fare un giro al parco e verso mezzanotte siamo tornati tutti a casa. L’ultima serata non poteva concludersi meglio di così!
Laura

Ecco le foto dell’ultima sera, la festa con tutte le famiglie, gli organizzatori e i sostenitori di Portland-Bologna sister cities. Grazie a tutti per la calorosa ospitalità, ci siamo sentiti a casa!

 

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