Lipsia/Dresda, Germania 1988

Ecco i resoconti dei soggiorni a Lipsia e a Dresda nell’estate del 1988: riflessioni e pensieri di giovani ambasciatori di Bologna nel mondo, che raccontano un mondo, quello della DDR, che pare lontano cent’anni…

“Una cosa che mi ha colpito di una grande città come Dresda o Lipsia è che si estendono su superfici molto più vaste di quelle delle città italiane con lo stesso numero di abitanti. In DDR ci sono strade molto ampie, i palazzi non sono tutti così concentrati come in Italia e ci sono più spazi verdi. Purtroppo però c’è anche un’altra differenza non tanto positiva: alcune fabbriche sono situate nella periferia, troppo vicino alle città e contribuiscono a creare quel cattivo odore che ci ha perseguitati un po’ dappertutto. Mi ha colpito inoltre la presenza di molti boschi e parchi, la pulizia della città, superiore a quella che c’è in Italia. Generalmente mi sono piaciute le visite perché abbiamo visto luoghi interessanti e c’era sempre una guida locale anche se soprattutto negli ultimi giorni eravamo un po’ stanchi e non sempre seguivamo. Purtroppo a volte avevamo poco tempo a disposizione per visitare musei o il luogo stesso.
A Dresda ho fatto amicizia con altri ospiti stranieri perché le serate erano libere e le trascorrevamo in discoteca. A Lipsia invece no, perché eravamo quasi sempre occupati.
Ho avuto la possibilità di vivere in una realtà diversa, visitare luoghi interessanti e fare nuove amicizie“. (Elena)

“Mi ha particolarmente colpito la rassegnazione sul volto delle persone: ci sono bei monumenti, ma la realtà socio-economica è allucinante, lesiva alla dignità dell’individuo. Mi sono trovato bene con gli altri ragazzi del gruppo, perché nel momento del bisogno si sono rivelati disponibili ad aiutarmi e a sostenermi. Nel complesso, l’esperienza è servita a maturarmi umanamente (…) Koler è stato, pur nella sua legittima titubanza verso i disagi incontrati nella fase del soggiorno a cui ho partecipato, abbastanza abile e sollecito; un po’ rompiballe alla sveglia del mattino. Vorrei aggiungere un personale grazie a Koler per la disponibilità avuta nei miei riguardi, nel momento del bisogno”. (Roberto)

La DDR è ricca di zone boschive, ma l’inquinamento è molto alto, tutto va a carbone e gli scarichi sono sprovvisti di depuratore. I musei, i castelli tedeschi sono mantenuti in maniera stupenda (…) mi rimarranno sempre in mente, anche i musei, specialmente quello dove erano raccolti i gioielli, non potranno essere dimenticati per il modo con il quale sono tenuti. Come luoghi visitati sono inseriti anche gli Jugendclub, nota veramente negativa; sono gruppi di giovani (dai 25 ai 30 anni) che ci impegnavano dalle 19 alle 22 circa, parlavamo sempre di politica (…) i primi argomenti erano anche interessanti, gli ultimi no”. (Stefano)

“Le visite nella prima settimana sono state, a mio parere, le cose organizzate meglio. Il paesaggio più bello l’ho trovato nella Sachsische Schweiz. Non credevo che montagne di quel tipo potessero trovarsi nella DDR, che immaginavamo pianeggiante. Molto interessanti sono stati i castelli visitati, anche se forse non di elevato interesse artistico. Un aspetto che mi ha incuriosita è che quasi tutti sono stati costruiti dalla stessa persona; ho notato che i musei che abbiamo visitato erano molto ben organizzati e la disposizione degli oggetti ben fatta, a differenza di molti musei italiani”. (Adele)

Il rapporto tra noi all’interno del gruppo è stato decisamente buono, anche perché il gruppo era abbastanza piccolo da conoscersi approfonditamente. Inoltre, per ragioni di necessità, le conoscenze al di fuori del gruppo sono state veramente pochissime, e questo è stato un aspetto negativo dell’organizzazione e avere tutte le giornate (a Lipsia) e anche le sere organizzate ci ha impedito di fare conoscenze aldilà delle persone “scelte” nei luoghi “scelti” dello Jugendtourist”. (Isabella)

“In una nazione socialista, qual è la DDR, solo gli aspetti sociali ed economici possono realmente interessare. Lipsia e Dresda sono città davvero diverse da Bologna, ma la diversità è un fatto, oltre che sociale, soprattutto politico“. (Francesca)

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