Worcester, Inghilterra 1988

“Il nostro viaggio ha inizio Londra, dove abbiamo soggiornato per tre giorni. Londra mi è sembrato una città di un altro pianeta con i suoi bus a due piani, i tipici taxi, le strade sempre affollate d’auto e di pedoni. Ho notato gente proveniente da ogni parte del mondo, e ciò la rende più attraente e più affascinante. Qualsiasi cosa tu cerchi, la puoi trovare, e non ci sarebbe tempo per annoiarsi neanche in un mese. Parchi e giardini poi sono estremamente ordinati, puliti, ma soprattutto belli.”

“Sabato sera è stato per me il momento più traumatico. Infatti, arrivato alla casa della mia host family, mi sono trovato davanti ad un esercito di persone. Tutta la famiglia al completo con l’aggiunto di una francese, uno spagnolo, un cane e un canarino. Mi sentivo piccolo piccolo, e imbarazzato fra giganti, e non vedevo l’ora di potermi ritirare nella mia camera. Adesso che sono passati tanti giorni però, sto molto bene, e sono abituato a convivere con tante persone. La famiglia è premurosa e affettuosa con me, ma se ripenso a quel sabato sera…”

“Giorno 2 agosto, martedì: festa di addio per italiani e tedeschi. La sala dove si tiene il party è gremita di gente: chi beve seduto ai tavolini, chi si serve al buffet imbandito dalle host families, chi balla freneticamente in una piccolissima pista. Viene il momento dei premi: i teasers inglesi premiano alcuni ragazzi mettendo in evidenza caratteristiche che li avevano distinti durante le 3 settimane. Si ride perché ad Ombretta, che ama follemente i dolci, si regala uno spazzolino da denti, a Valentina che predilige la moda fra il bizzarro e il sexy, si regalano un paio di pantaloncini molto eccentrici. Io, seduta ad un tavolo li guardo ad uno ad una sfilare davanti a tutti fra gli applausi generali. Siamo ormai vicino alla partenza e nell’aria c’è la nostalgia di casa, degli amici, del mare e del caldo. Ma io sono sicura che quando il mio aereo atterrirà a Bologna ci sarà qualcuno che ripenserà a Londra, a Bath, a Worcester ai giorni passati in compagnia con altrettanto nostalgia. E’ giusto che sia così. Altra cosa positiva: adesso riesco a seguire la TV in inglese, e non è poco.

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