Colchester, Inghilterra 1990

Tra un sorso di tè inglese e una pioggia romantica, ecco le grandi scoperte personali degli ambasciatori bolognesi nelle terre della Regina! “Qui a Colchester il mio carattere perennemente straziato da conflitti interiori è costretto quotidianamente a mantenere vivi i rapporti con i miei coetanei ed un po’ di luce sta a poco a poco annientando il buio che ero riuscita a crearmi attorno. Sinceramente alcuni mesi fa non avrei mai creduto di poter dimostrare a me stessa di essere come il mio intimo mi suggeriva…Io relegata di mia iniziativa in una vetrina come un fragile soprammobile, privo di potenzialità, incomincio ad esprimermi, ad espandermi…E’ davvero indefinibile il senso di illimitatezza che si prova quando ci si apre alle innumerevoli opportunità della vita…e sinceramente non avrei mai creduto che sarebbe successo anche a me” (Chiara, 18 anni)

“E’ soprattutto una buona esperienza di vita. Quest’anno è stata la mia seconda volta con il Comune e posso affermare con sicurezza che ce ne sarà una terza” (Serena, 17 anni) “Il cibo non è orribile, è solo un po’ diverso dalla cucina italiana. Si è venuti in vacanza studio in Inghilterra per vivere una parte della nostra vita all’ “inglese”, ed è giusto “adattarsi” un po’. Per adattarsi non intendo sacrificarsi, ma semplicemente provare a giudicare senza preconcetti” (Marila, 18 anni).

“Rispettando gli altri spesso ci si deve limitare, ma i limiti sono sempre inferiori a quello che si guadagna stando con gli altri: proprio così si impara a vivere! Non voglio essere retorico ma credo che il gruppo di studenti di cui per tre settimane ho fatto parte sia la nostra “società in scala ridotta”. Stando insieme agli altri fin da ragazzi, infatti, si impara a rispettare gli altri e a farsi rispettare!” (Lorenzo, 16 anni).

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