La Plata, Argentina 1991

Il soggiorno dei bolognesi in Argentina raccontato dagli occhi dell’ospitata e dell’ospitante: due brani che commuovono, e che dicono così tanto in poche righe!

Sudamerica: patria della musica più sfrenata del globo terrestre, di suggestive note e di pazzi ritmi. Tutto vero, ma non fa parte del patrimonio quotidiano sociale, la si apprezza solo in determinati locali; la musica “della strada” è spesso d’importazione, rivelatrice d’un sogno occidentale, ma…esiste un altro tipo di musica, molto più importante e ricca per la gente di questo paese: l’armoniosa composizione di sentimenti che vi è in ciascun personaggio. E’ questa, in fondo, l’unica musica che si propongono di farci udire. E’ d’altronde una melodia che si dovrebbe urlare a squarciagola a tutto il mondo” (Simona, 17 anni)

“Mi lasciate tante immagini, tanti pensieri, tante cose da rimpiangere, ma soprattutto tante cose in cui sperare, perché questo incontro e stato per ora e per sempre. Desidero tanto che non finisca qui…vado indietro con la mente e il cuore a quel mio viaggio in Italia che io considero come un’altra patria; è bellissimo averne due, penso che dove c’è qualcuno che ti vuol bene lì ne hai una. Pensate sempre all’Argentina come a un’altra patria” (Tomy, 18 anni, argentino)

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