Monaco, Germania 1992

A Monaco, iSi mangia! nostri viaggiatori s’interrogano sulle differenze e le somiglianze tra la cultura tedesca e italiana, e a Dachau fanno i conti con la storia.

“A volte penso che mi piacerebbe essere un tedesco, ma con la mia conoscenza dell’Italia, per poter prendere il meglio dei due modi di vita. Spesso mentre giravo per le strade di Monaco mi chiedevo se potevo sembrare uno di loro e che cosa avrebbero detto se avessero scoperto che ero italiano…Nonostante le cose che mi piacciono qui e che vorrei portarmi a casa, io ho voglia di ritornare fra la mia gente perché io sono e mi sento uno di loro” (Davide, 18 anni)

“Questo luogo, come innumerevoli altri, impedisce che morte, disperazione e distruzione siano ridotte ad aride cifre, ad impedire che in futuro (o forse già ora?) si guardi con incredulità a questi eventi, ad impedire che si commettano errori tali da permettere nuovamente atrocità simili. Le poche crude foto là esposte ci riportano per un attimo alle atrocità di quegli anni, ci fanno capire che non ci vuole poi molto per togliere a un uomo la dignità. Dachau rimane come testimonianza di una mostruosità che altrimenti si perderebbe tra le polverose pagine dei libri di storia” (Elena, 18 anni)

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