Harrogate, Inghilterra 1993

“Tutto sommato credo che un soggiorno all’estero come questo sia utile per rendersi conto che spesso si ha un’idea sbagliata del popolo inglese, molto più interessante di quanto si pensi e, in secondo luogo, per riscoprire e apprezzare di più il proprio paese tramite il confronto con un’altra cultura. Mi sono bastati pochi giorni di permanenza presso la mia host-family per rendermi conto che le mie abitudini sono completamente diverse da quelle inglesi, a partire dalle piccole cose come, per esempio, i ritmi di vita, gli orari, il cibo. Sarebbe inutile negare che adattarmi ad un nuovo tipo di vita mi è costato un grande sforzo, ma credo che la mia disponibilità verso il nuovo mi abbia aiutato molto“. (Claudia, 17 anni)

“Ormai siamo agli sgoccioli, chi sta già preparando i bagagli e chi già pensa al rientro a Bologna, io aspetto…lascio trascorrere il tempo lentamente, lascio che il profumo caldo del tè mi stuzzichi le narici, lascio che le urla dei bambini che giocano per strada entrino nella mia stanza tra i vestiti e le cose che porterò a casa. Voglio assaporare ancora quest’aria e guardare questo cielo d’Inghilterra che, poco generoso, offre vari sprazzi della sua bellezza e della sua magia. Voglio ancora sentirmi parte di questa gente e provare le sensazioni che solo certi luoghi possono offrire“.

“Rimpiango molto il pane. Ce lo danno solo la mattina ma non a pranzo o a cena. Però i dolci sono fantastici, i piselli sono i più verdi che abbia mai visto, la scelta di corn-flaks è enorme. Insomma ci sono altre cose che compensano la mancanza del pane”. (Sara, 13 anni)

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