Malta 1994

 

“Le lezioni, niente paura, non hanno niente a che vedere con quelle che ci propinano a scuola, sono dinamiche e raramente soporifere. Si, tre settimane passano in un attimo ma no problem: restano le fotografie a ricordare i nostri professori e l’attestato a richiamare alla mente i nostri sforzi”.

“L’immagine della città maltese durante le ore di luce è quella di una distesa di indistinte case tutte della medesima forma, organizzazione e colore bianco-giallastro. E’ strano notare che, se da un lato l’influenza europea domina con boutiques e negozi alla moda, dall’altro si possono riscontrare caratteristiche tipiche dei centri del Maghreb, come i mercati o suk e l’estetica dei piccoli negozi”.

“Non dimenticherò mai le serate passate in camera a parlare fino a tardi, il gelato che sa di sciroppo alla fragola, le nostre facce sconvolte la mattina, la splendida Comino, le nostre giornate intense senza un attimo di respiro, il cibo che ti rimane sullo stomaco, le mie nuove amicizie, le mie compagne di stanza. Ho imparato che in queste esperienze l’altruismo e la generosità sono le cose più importanti… Non dimenticherò il mio primo viaggio da sola”. (Irene, 17 anni)

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