Tallinn, Estonia 1995

RelaxDell’Estonia tante cose non dimenticano i nostri viaggiatori: l’odore dei pini rossi, la bellezza dell’amicizia, l’emozione del viaggio.

“Non dimenticherò mai

L’ospitalità della gente

Una tradizione che vive

Nel passato e nel presente

Non dimenticherò mai

La serenità del loro sorriso

La semplicità dello sguardo

Che si riflette sul viso

Come potrò dimenticare

L’odore dei pini rossi

Sulla spiaggia di sassi

Vicino al mare?”

(Francesco)

“(…) il paesaggio sa di antico, antico come l’odio degli estoni per la Russia che per decenni si è imposta su una popolazione che non ci stava ad essere sottomessa culturalmente e che solo adesso si sta riprendendo (…) in famiglia mi è stato chiarito subito: “le persone degli altri paesi pensano che noi siamo russi, ma noi non lo siamo, siamo estoni” (Giorgio Garillo)

“Cosa si può dire della cucina?! Niente tortellini, niente spaghetti, niente lasagne…insomma niente pasta, cioè una tragedia. Nonostante tutto la cucina estone è stata molto buona (…) attenti ai wurstel e alle fragole, ve ne danno in quantità!” (Erika Gotti e Caterina Bottoni, 18 anni)

“(…) i forti rimpianti li ho adesso, sull’aereo che mi riporta in Italia: rimpianto del bellissimo paese che ho avuto la fortuna di visitare. In particolare il sorriso affettuoso della mia ragazza ospitante, Kadri (…) sicuramente mi mancherà il ritmo di vita più pacato, raramente frenetico”

“Un triste e dolce arrivederci a settembre…un abbraccio caloroso, un bacio affettuoso, e poi la partenza. Alcuni hanno pianto, altri hanno trattenuto le lacrime e poi pianto sull’aereo. Dal finestrino abbiamo detto addio ad un paese che forse non rivedremo mai più (…) ora siamo in aereo, stiamo per ritornare a Bologna, in Italia. Sto per leggere un giornale italiano, ma la cosa non mi interessa più di tanto, poiché vorrei avere tutti gli amici che ho lasciato là, in Estonia, in Italia qui con me” (Erika Gotti e Caterina Bottoni, 18 anni)

“Scese dall’aereo un odore strano ci invase, un odore mai sentito prima…era odore di aria pulita, non inquinata, odore di infinita natura, i prati, i fiori, gli alberi, tutto era diverso” (Erika Gotti e Caterina Bottoni, 18 anni)

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