Monaco, Germania 1998

“E’ stato come essere a casa! Avevo due genitori con cui (con molta pazienza e buona volontà) parlavo e scherzavo in qualunque momento, avevo una sorella maggiore simpaticissima che mi faceva compagnia e, per finire, tre splendidi gatti che ho sempre desiderato! Come se tutto questo non bastasse bastasse la signora che mi ospitava, oltre ad essere un’ottima ‘mamma’ era anche una bravissima cuoca (tagliatelle e spaghetti quasi tutte le sere!)”.

“In effetti le 50 ore di tedesco che ti vengono prospettate terrorizzerebbero chiunque, ma poi, con il passare dei giorni, ti ci abitui e non ti accorgi nemmeno che le ore trascorrono. Ti trovi davanti a professori simpatici, comprensivi e dosponibili al dialogo e intorno hai altri ragazzi che come te cercano di imparare…non è poi così terribile come sebra, anzi!”. (Chiara)

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