Cairns, Australia 1999

Siamo tutti rimasti impressionati dalle differenze che esistono tra la scuola italiana e quella australiana e, ognuno di noi, ha profondamente invidiato gli studenti del luogo. (…) Durante le lezioni regna un’atmosfera molto rilassata perché non c’è il terrore delle interrogazioni e dei compiti in classe, i quali hanno lasciato il posto ad un esame periodico. (…) Inoltre, vi è molta differenza tra i nostri edifici scolastici e quelli italiani perché questi ultimi, essendo moderni, hanno molte attrezzature didattiche, tecnologiche e sportive”. (Alessandro)

“I grandi spazi aperti che non dimenticherò mai e che coprono queste immense distanze, a causa delle quali l’orizzonte tende sempre a fuggire dal tuo sguardo, sono parte integrante del grande ed incontaminato patrimonio naturale dell’Australia”. (Chiara)

“Dopo un interminabile viaggio, siamo finalmente arrivati all’aeroporto di Cairns: siamo stanchi e nervosi, ma, allo stesso tempo, emozionatissimi. Fra poco incontreremo le nostre famiglie australiane. Siamo al cancello di uscita ma nessuno ha il “coraggio” di avanzare per primo. Le nostre famiglie fremono e sono pronte ad accoglierci con un sorriso. Un saluto fra noi ragazzi e poi via, verso casa. Nonostante il buon impatto iniziale, quando ci siamo trovate sole, ognuna con la propria famiglia, le parole facevano fatica ad uscire. Già il secondo giorno, però, la situazione era cambiata, in meglio. Grazie alla loro ospitalità e disponibilità ci siamo sentite a nostro agio in breve tempo. Anche se eravamo dall’altra parte del mondo, le nostre famiglie sono riuscite a farci sentire come se fossimo a casa nostra e, a dire la verità, ci hanno anche un po’ viziato!“. (Giorgia e Dany)

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