Dublino, Irlanda 1999

“(…)La parola d’ordine è adattarsi! Infatti credo che evitare le lamentele sia la chiave necessaria per convivere con una tradizione, soprattutto culinaria, diversa dalla nostra. È fondamentale provare tutti i piatti proposti dalla vostra Irish mother e non rifiutare ogni cosa per poi andare a rifugiarsi nel primo McDonald’s disponibile”. (Lidia)

“In Irlanda ho trovato poca igiene. A cena, ad esempio, la mia famiglia non mi dava mai il tovagliolo e la mattina i membri della mia famiglia camminavano a piedi scalzi!” (Anonimo)

“(…)Tornerei a casa solo per salutare i miei, passare un po’ di tempo con i miei amici, fare scorta di cibo, rubare un po’ di soldi, fare un bidet e poi…tornare a Dublino!” (Letizia)

“La mia nuova famiglia è composta da una tipica signora irlandese (sui 65 anni, ex-rossa, simpaticissima), dai figli e dai nipotini. Appena arrivato a Dublino, mi ha scarrozzato da una casa all’altra (amici, parenti) per presentarmi a tutti!!” (Alessandro)

“C’è qualcosa di questa Irlanda che mi è rimasto dentro e che mi ha colpito, non parlo di un luogo ben preciso, ma di qualcosa che sta comunque dietro ogni cosa che abbiamo visitato, toccato, mangiato, visto”. (Lorenzo)

 

 

 

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