Colchester, Inghilterra 2000

I ragazzi ci raccontano della loro vita inglese: spaesante!

“England, England, England…bella l’Inghilterra, brutta la pioggia, che schifo il cibo, buona la tipica “colazione all’inglese”… Se ne sono dette tante sull’Inghilterra, tutti sanno sempre cosa dire, ma solo quando ci vivi, solo quando diventi un’inglese sai cosa significa… E’ traumatico, è pazzesco, è un mondo diverso… Scendi dal pullman e piove, sali in macchina e ti accorgi che sei nel posto del conducente, e mentre vai a conoscere la tua host family chiudi gli occhi ad ogni rotonda, ad ogni incrocio, perché a casa tua guidano a destra… E che dire delle case? Sembrano le case delle bambole, tutte uguali, villette a 2 piani con un po’ di giardino (rigorosamente pulito, pieno di fiori e con l’erba bassissima); non è certo difficile perdersi! Rimani spaesato, spaventato, ti senti solo… La domenica la passi con la tua famiglia, alle 9.00 colazione con pancetta e uova, a pranzo un panino e alle 5.30 cena… Non mangi niente, non hai fame, magari ti fa anche un po’ schifo il cibo… Poi dopo un po’ cominci ad abituarti, “prendi il ritmo”, hai fame alle 5.30 di pomeriggio e alle 9 quasi ti si chiudono gli occhi, ti abitui ad uscire con 2 maglioni addosso anziché con un vestitino senza maniche comprato in piazzola per 20.000 £ e nemmeno la pioggia è quasi più un problema. Poi devi ripartire, è già ora di tornare alla vecchia vita, bisogna preparare i bagagli e ritornare ai Giardini Margherita, ricominciare con il classico sabato sera prima nel pub e poi in vespa su per i colli e con le passeggiate in centro che tanto anche se diluvia chi se ne frega c’è sempre il portico… E l’Inghilterra ti è piaciuta, non è né bella né brutta, hai solo scoperto un’altra vita, una vita che avresti vissuto se solo fossi nata su un’isola col cielo di ghisa…” (Carolina)

La mia host family mi sta insegnando molte cose e soprattutto i loro usi: non preoccupatevi se non vi danno i tovaglioli a cena, è normale, succede così in tutte le famiglie inglesi. Tra le loro tradizioni c’è anche quella di essere sempre gentili e di ringraziare in ogni occasione, voi in Italia ringraziate mai l’autista dell’autobus e lo salutate mai prima di scendere? Be’, qua sì, lo fanno tutti. E mentre aspettate l’autobus state tutti in fila? Qua sì, anche quando si scende… Ma oltre ad essere cortesi sono anche molto strani: voi avete mai cenato all’ora della merenda? E avete mai saltato il pranzo della domenica? Io sì, ma mi ci sono già abituata, questa è l’unica cosa essenziale: adattarsi, e poi il resto viene spontaneo, come se foste veramente a casa vostra.” (Chiara)

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