La Plata, Argentina 2000

Hanno attraversato un’oceano… e ci raccontano la fantastica accoglienza che hanno ricevuto in Argentina.

“Dopo 13 ore di aereo il 23 luglio il nostro fantastico gruppo è giunto a Buenos Aires, punto di partenza per la nostra destinazione finale, La Plata. Già all’aeroporto siamo stati accolti in modo fantastico da chi ci era venuto a prendere. Nel pulmino che ci portava a La Plata abbiamo conosciuto due simpatici signori che ci hanno offerto tantissime caramelle e spiegato il paesaggio che stavamo attraversando. Ospiti in famiglie argentine, non vedevamo l’ora di conoscere i nostri corrispondenti, pensavamo: saranno belli e speriamo siano anche simpatici. I nostri corrispondenti li abbiamo conosciuti alla scuola tecnica Albert Thomas, dove era stato allestito un piccolo rinfresco in nostro onore. La cosa che mi ha colpito di più è stato il grande affetto che hanno dimostrato subito nei nostri confronti e, trattandoci come i loro migliori amici, ci hanno messo subito a nostro agio. Mi sono stupita per il modo con cui si salutano tra di loro: il bacio sulla guancia, usanza che, nel corso delle tre settimane trascorse a La Plata, hanno tramandato anche a noi italiani. Mi rimarrà un bellissimo ricordo della vacanza trascorsa in Argentina e degli argentini e chissà, potrei anche decidere di tornare, in fondo tredici ore di aereo cosa sono. Il divertimento durante questo scambio è assicurato e non parlare il castigliano non è un grosso handicap, anche perché ci si capisce bene lo stesso parlando sia in italiano che in spagnolo.” (Una studentessa)

“Non dimenticherò mai…

-Quanto sia buona la carne argentina: la migliore “en todo el mundo”!! (…)

-Le mitiche “Cataratas de Iguazu” (…) una vera meraviglia naturale da lasciare senza fiato!

-I ragazzi argentini, con i quali ho trascorso piacevoli giornate, ridendo e scherzando insieme: grazie a loro ho potuto trascorrere 3 settimane magnifiche.

-La frase che ogni giorno ci perseguitava, esortandoci a camminare per vedere le molte attrazioni argentine: “Vamos chicos!”

-Il paesaggio argentino: ho visto di persona le famose “pampas”, immense distese

pianeggianti di cui non si vede la fine (…)

-L’ospitalità delle famiglie, specie di quella in cui sono stato: sempre gentili e disposte a farti trovare tutto quello di cui hai bisogno; veramente cordiali. E’ come avere una seconda famiglia o una “famiglia straniera”

-Quanto sia cara la vita qui in Argentina: bisogna comprare solo lo stretto necessario e niente più!

La grande fortuna che ho avuto a partecipare a questo scambio, un’esperienza sicuramente positiva che consiglio a tutti quanti!” (Marco)

 

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