La Plata, Argentina 2001

Musica (e ricordi) in Argentina.

Sono i colori, gli odori, i sapori… è la gente, il bambino mezzo scalzo che chiede una misera moneta, il cane che abbaia, vagabondo, la pioggia che cade… è la musica di una terra incontenibile, di un cielo talvolta melanconico… è il calore della gente, la povertà che ci rende consapevoli di quanto siamo fortunati, ma che allo stesso tempo ci spaventa… è riscoprire una parte di noi sepolta da anni di agi e sperperi, da un mondo che rende ciechi dinanzi alla vita… è il sorriso di un bambino, il suono di un tamburo, le note di una salsa… è l’artista di strada, che con un sorriso ringrazia donando parte di sé e rendendoci felici… è la musica di un paese che piange e ride, è l’amore con il quale siamo stati accolti e riscaldati… è il suono della parola: “grazie”. (Valentina)

“Raramente ho potuto assistere ad uno spettacolo bello come quello del panorama argentino. Un paesaggio estremamente vario, ricco ed emozionante. Dalle vaste distese verdi, che sembrano non avere confini, allo spettacolo delle cascate dell’Iguaco…e poi la pampa, arricchita da tramonti carichi di sfumature meravigliose e l’oceano, e le strabilianti città!”. (Valentina)

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