Dublino, Irlanda 2002

 

Musica e nuvole a Dublino.

E’ lastricata di sassi, la strada della musica.
Piena di negozi importanti tutt’intorno, da cui entra ed esce un via vai incessante di gente, visi colorati e allegri con in mano una cioccolata calda, la borsa contenente un vestito, palloncini color crema.
Non è mai silenziosa, quella strada, il suo cuore non è fatto da quelle boutiques che sfornano uomini, la sua anima è una piuma d’argento che varia forma ad ogni angolo, ma che non ti lascia mai. Si passa dai violini alle chitarre, ai flauti armoniosi e colorati che fluttuano sul solenne rimbombo dei bodhran, visi concentrati o ammiccanti al folto pubblico circostante.
E’ bella, la strada della musica. Ad essere sincera non so neppure dirvi il suo nome: è al centro di Dublino, in mezzo ad una miriade di pubs coloratissimi e sfavillanti di luci notturne. Un angolo di note da non dimenticare“. (Veronica)

Qui la nostra vita è scandita dai bus: ci prendono per portarci a scuola la mattina, ci aspettano alle cinque per riportarci a casa, il venerdì sera ci portano in disco! A bordo di questi giganti hanno luogo interminabili sogni di giovani esaltati: si canta, si balla, si fanno i compiti, si ascolta la musica, ci si asciuga dalla pioggia e così ci si affeziona a questi indispensabili compagni di viaggio”. (Antonio)

 

 

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