Teignmouth, Inghilterra 2002

Due settimane in Inghilterra: una vera e propria avventura da raccontare!

Arrivati a Londra e scesi dall’aereo eravamo tutti felici e ci meravigliavamo per il caldo che faceva, tanto che Nicole ha esclamato: “Ammazza che caldo!”. Le sorprese non erano ancora finite, infatti ci aspettavano altre 4 o 5 ore di viaggio in pullman per arrivare alla meta: Teignmouth. Le lunghe ore in pullman sono passate abbastanza lentamente; molti dei nostri compagni scherzavano, altri si lanciavano le caramelle e alcuni si annoiavano, ma alla fine ce l’abbiamo fatta. Siamo arrivati al college all’una di notte, ma le sorprese non erano del tutto finite: le camere, invece che da tre, erano da sei persone; tutti eravamo arrabbiati e abbiamo cominciato a protestare; però tutto si è svolto nel migliore dei modi. Abbiamo infatti scoperto tutti i vantaggi della camera da sei: parlare fino a tarda notte, giocare, in poche parole… non dormire mai.” (Nicole e Laura)

Anche quest’anno a Teignmouth c’è stata l’attesa sfida calcistica tra Italia e Germania. Nel campo de calcio all’interno del college, noi italiani abbiamo affrontato il team tedesco per ben tre volte. Sfortunatamente i nostri avversari erano di 2 o 3 anni più grandi e grazie alla loro “stazza” hanno sempre vinto. La partita migliore è stata sicuramente la prima, quando i tedeschi hanno vinto con un gol di scarto, anche ma secondo noi la partita era finita prima che loro andassero definitivamente in vantaggio. Le seguenti partite sono state simili, abbiamo sempre giocato bene, si è sentita la mancanza di Max, nostro compagno che si è fatto male a metà della vacanza. Mi sono divertito moltissimo anche nelle altre attività sportive come basket, pallavolo e nuoto nella piscina all’aperto. Le attività sono stato molto coinvolgenti anche per la partecipazione di amici e educatori tedeschi e inglesi con cui avevamo stretto amicizia.” (Pierluigi)

Gruppo“Maria è una ragazzina che proviene dalla Spagna. La sua storia è un po’ triste, tra l’amore per la sua famiglia, e quindi la voglia di tornare a casa e quella di restare con noi in Inghilterra. Durante un’ora di lezione, Maria è scoppiata in un pianto disperato e ininterrotto e da quel giorno la nostra amicizia ha avuto inizio. Noi non riuscivamo a far finta di niente, per questo motivo ci siamo avvicinate e abbiamo cominciato a comunicare con quel poco di inglese che sapevamo e abbiamo capito i suoi problemi: le incomprensioni tra lei ed i suoi genitori e con la sua compagna di stanza, una francese, la quale la trattava sempre male. Per consolarla l’abbiamo accettata nella nostra stanza per passare i suoi ultimi giorni di vacanza con noi. Ora si è trovata molto meglio, siamo diventate amiche e i problemi con la sua famiglia sono risolti. (Agnese e Sara)

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