Chelmsford, Gran Bretagna 2005

Ẻ sorprendente quanto una città possa essere diversa da un’altra! Tutto cambia! Ormai il ricordo della Bologna caotica e frenetica è stato sostituito dalla tranquillità di Chelmsford. Alla mattina il caos regna sovrano ma purtroppo il silenzio prende il sopravvento troppo presto, infatti, le attività cessano. Intorno alle 18.30 i pochi restanti si affrettano a tornare a casa per apprezzare la loro cucina britannica. Come sapete Chelmsford è una nota città universitaria, per questo, di sera solo i ragazzi più grandi hanno la fortuna di trascorrere qualche ora in compagnia dei loro coetanei nel parco più vicino o nella piazzetta principale. La città non è per niente noiosa: ovunque ti giri puoi notare la presenza di grandi centri commerciali popolati da adolescenti e di certo non mancano i parchi occupati da piste per skateboard, giochi per i più piccoli, campi da tennis. Posso concludere dicendo che Chelmsford è una città per tutti: famiglie, giovani e per i più anziani, dove è possibile trascorrere i pomeriggi facendo shopping, giocando al parco o godendosi un ottimo cappuccino allo Starbucks più vicino!” (Michela B.)

“Un raggio di sole mattutino mi strappa dalle braccia di Morfeo. Socchiudo gli occhi con riluttanza e do un’occhiata alla sveglia sul tavolo: le 5.30. Com’è possibile che qui ci sia tanta luce così presto? E dire che le tende della mia camera sono completamente chiuse! Con uno scatto felino (per quanto possa consentirmi lo stato di dormiveglia nel quale mi trovo) agguanto la fascia per capelli e me la infilo in testa coprendomi gli occhi; poi mi riappallottolo nel letto abbandonandomi al tepore del piumone. Questa è una delle tante differenze che ho notato tra l’Inghilterra e l’Italia: in questa stagione qui albeggia presto e il sole non tramonta prima delle 22.00. Mi riaddormento pensando a quanto è diversa la vita qui in Inghilterra in rapporto a quella che conduco a Bologna e dopo un lasso di tempo che a me pare durare solo un paio di minuti vengo destata dalla radiosveglia. La spengo con un movimento brusco e guardo l’ora. Sono già le 7.00, devo alzarmi se voglio arrivare in orario a scuola! In Gran Bretagna, infatti, i ragazzi devono trovarsi in classe alle 9.00 di mattina e io devo prendere due autobus per arrivare e a scuola in quanto non abito in centro. Entro in bagno e comincio a prepararmi, pensando con un po’ di nostalgia al mio caro bidet italiano. Non rimpiango per niente, però, di essere venuta qui a Chelmsford: la famiglia che mi ospita è molto simpatica e accogliente, anche se sembra uscita da un film anni ’80, e mi tratta molto bene. Persino il cibo che mi viene offerto (una delle cose che temevo di più) non è per niente male. Logicamente qualche volta avrei preferito pasti un po’ più genuini o una bella insalata mista, ma Bob, il fidanzato di Anna, dalla quale vengo ospitata, non ama la maggior parte delle verdure e così, mi accontento. Le opportunità che vengono offerte da questo genere di esperienze sono infinite: venendo ospitati da una famiglia straniera, infatti, ci si rende conto di come suoni effettivamente la lingua locale, si migliora la pronuncia e si arricchisce il proprio vocabolario, anche con frasi colorite ed espressive. Personalmente mi sento veramente parte della famiglia che mi ospita ed è forse per questo che non sento nostalgia di casa e non mi sento tanto distante dal mio Paese. Logicamente sono contenta quando sento i miei genitori o i miei amici per telefono per comunicargli come vanno le cose, ma sono prfondamente soddisfatta di questa esperienza e credo che ne serberò bellissimi ricordi! Assorta in questi miei pensieri mi ritrovo sulla porta di casa , pronta per uscire. Mi giro verso Anna e le chiocco due baci sulle guance, poi, m’incammino per il vialetto dinanzi casa. La saluto con la mano mentre lei è ancora sull’uscio e mi avvio verso la fermata dell’autobus. Chissà che sorprese avrà in serbo per me la giornata di oggi?” (Michela C.)

3 risposte a Chelmsford, Gran Bretagna 2005

  1. Alessandro Gazzotti scrive:

    In una settimana a Toulouse oltre a imparare un sacco di francese e ad apprezzare la pittura di Toulouse Lautrec credo che abbiamo imparato anche a socializzare con gente nuova mai vista prima fino a diventare loro amici e anche tra noi italiani è stata un’occasione per conoscerci meglio. Pero in casa da me non cucinavano troppo bene e mettevano il primo e il secondo nello stesso piatto mischiati tipo la pasta con la carne assieme, ancora mi chiedo il perchè.
    Ultima cosa i ragazzi francesi sono molto scarsi a giocare a calcio ricordo! 😉

    • Alessandro Gazzotti scrive:

      mi sono scordato di dire che ci siamo divertiti moltissimo e tutti (credo) abbiamo un bellissimo ricordo di quella gita…

  2. maty sene scrive:

    8/2/13 sono venuti i francesi a bologna …
    Avevo paura di non riuscire a dialogare con la mia corrispondete e con tutti gli altri .. ma non è stato così .. anzi completamente l’opposto .. è stata una settimana bellissima per noi e per loro .. si sono divertiti molto .. gli abbiamo fatto girare per tutta bologna !!
    Ho preso confidenza con tutti !! E’ una esperienza che aiuta a conoscere altra gente !!
    E’ stato bello perchè in quei pochi giorni lì ho ho conosciuto più profondamente dei compagni di scuola che prima dello scambio non ci guardavamo neanche .. !
    Grazie per questa bellissima idea .. :))

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