Dunfermline, Gran Bretagna 2006

Dal 3 al 17 luglio 2006 i partecipanti allo scambio a Dunfermline ebbero tante suggestioni. Eccone alcune contenute nei loro diari di bordo:

“Penso di essere stata abbastanza fortunata con la mia nuova famiglia qui in Scozia. Appena arrivata a casa Christine (la mia hostmum) ha fatto subito in modo di farmi sentire a mio agio (anche perché convintissima che i miei genitori mi manchino in modo pazzesco, e visto che lei è del tipo un po’ chioccia, mi sta molto addosso per compensare le mie carenze affettive). John, il marito, è un po’ burbero e non parla tanto, però in fondo è sempre molto disponibile e gentile.Poi c’è Natalie, che ha 8 anni e non sta mai ferma e in effetti è un po’ strana, (ieri per esempio, si era convinta non so perché che io andassi in giro con dei sassi in tasca, ed è andata avanti una mezz’ora), comunque alla fine le voglio bene, è una bimba molto dolce. A casa loro guardavo un sacco di tv, e mangiavo davvero a degli orari pazzeschi. (Una sera ho cenato alle 16.30!”(Bianca)

“Il soggiorno a Dunfermline è stato all’insegna della musica. Tutti i giorni intoniamo canzoni diverse e così le giornate progrediscono all’insegna del buon umore e dell’allegria. Inoltre per la serata in compagnia delle “host family” alcuni ragazzi hanno preparato delle canzoni da cantare e suonare durante lo spettacolo. Anche a scuola, nelle ore di lezione, la musica è stata protagonista. Non solo abbiamo dedicato ad essa un’intera mattinata, ma uno dei nostri insegnanti, si è rivelato un ottimo cantante e si è esibito per noi con la chitarra. In conclusione possiamo affermare che la musica abbia accompagnato tutti i nostri giorni rendendoli ancora più piacevoli.”(Alessandro e Ermes)

“Mi aspettavo che qui il cibo fosse cattivo e disgustoso perché molti miei amici mi avevano raccontato delle esperienze non molto piacevoli con i cibi del luogo. Secondo me ogni Paese ha i suoi piatti buoni, basta trovarli! A me piace molta la carne che producono qui e il piatto tipico fish and chips. L’unico problema è abituarsi ai loro orari perché cenano alle 17. La mia ospitante cucina molto bene e non ho da lamentarmi ma in alcuni locali non è lo stesso. Qui mangiamo molto e in orari diversi, ma una volta abituati, torna tutto normale.”(Alberto)

“Cosa ci sarebbe da dire riguardo a questa vacanza in Scozia? Be’, mi sono trovato semplicemente benissimo: la mia host family è stata fantastica, il cibo altrettanto e mi sono fatto molte amicizie. Ho cercato di parlare il più possibile in inglese, soprattutto con Aaron, uno dei componenti della famiglia, perché ha la mia età ed è troppo simpatico. Mi ha anche fatto conoscere al cinema una bellissima ragazza di nome  Gemma che lui chiama “amica”. Con gli altri host brother e gli host parent ho un ottimo approccio, con loro sono andato al castello di Harry Potter, vicino a Bamburgh.  Non riesco ancora a credere di aver avuto la fortuna di conoscere delle persone tanto disponibili e socievoli. Probabilmente rimarremo in contatto. Durante una delle gite ad Edinburgh ho speso quasi tutti i miei soldi fra maglie e souvenir. Non voglio partire, sto pensando che mancano solo tre giorni al ritorno a casa. Mi sembra di essere solo da un giorno qua in Scozia, fra bevute nei pub, cinema, amici (e quasi una ragazza!). Sembrerà formale ma vorrei ringraziare il Comune per il servizio dei soggiorni interculturali e soprattutto la fortuna di non avere il debito in greco, altrimenti non sarei partito!”. (Ivan)

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