Worcester, Gran Bretagna 2006


Cartoline da Worcester!

“Prima di partire ero terrorizzata all’idea di passare 15 giorni in famiglia. Pensavo che sarebbe stato difficilissimo comprendere quello che dicevano e che non sarei mai riuscita a comunicare con loro; invece non è stato così. La mia famiglia ospita studenti da ben 7 anni, sa benissimo come comportarsi con noi, è disponibilissima ad insegnarci cose nuove e riesce a comprenderci anche quando facciamo frasi terribili. La mia nuova famiglia è composta dai due genitori Philip e Kathleen, e da due figlie di 14 e 12 anni, Natasha e Charmaine. Nella casa ci sono anche uno studente russo, Arthur e uno inglese, James. La casa è però sempre aperta a tutti, capita spesso che improvvisamente venga a salutarli qualche ragazzo che è stato da loro negli anni passati. Loro ne sono felicissimi, disponibilissimi non hanno problemi ad aggiungere un posto a tavola. L’altra sera a tavola c’erano ragazzi di sei nazionalità diverse che ci erano improvvisamente venuti a trovare, loro erano felicissimi, Natasha continuava ad urlare ” I love my crazy family!”.  Spesso la sera facciamo un gioco dove ognuno deve dire il nome di un oggetto nella propria lingua  e tutti lo devono imparare, è difficile, ma loro adorano provare a parlare altre lingue, soprattutto l’italiano, anche se fanno molta fatica ad imitarne la pronuncia. Io dormo in camera con Natasha, lei è molto simpatica, vivace e chiacchierona!  La mattina quando scendo a fare colazione, ad aspettarmi ci sono anche i suoi amici che mi salutano calorosamente e mi accompagnano a scuola. Il giorno dopo la vittoria dell’Italia, i suoi amici mi hanno accolto con  urla di gioia, come se avessi partecipato anch’io alla partita. Ogni mattina, mentre usciamo da casa Kathleen ci saluta con la mano e ci augura buona giornata. Lei e suo marito sono fantastici, molto divertenti e cordiali. In fondo ha ragione Natasha, anche io adoro la mia nuova “pazza” famiglia!”. (Chiara)

Un’ex accompagnatrice ci racconta quest’esperienza così (1 Febbraio 2013):

“Ogni anno ho imparato qualcosa, ogni anno sono cresciuta insieme a loro, ogni anno ho insegnato e imparato dalle colleghe e dai colleghi, ogni anno sono tornata stanchissima ma con un tesoro sempre più ricco di competenze, che trasferisco con facilità anche
in altri aspetti della mia vita.
Non se dopo solo un mese qui all’Elba avrei mai avuto il coraggio di portare in Galles 4 alunni di 9 e 10 anni per una settimana insieme a una prof. a me sconosciuta che non parlava una parola di inglese, se non avessi avuto l’esperienza dei soggiorni con il Comune!
Mi sento orgogliosa di lavorare sotto le insegne del Comune, pur sapendo che questo significa un guadagno quasi “ridicolo” se confrontato a quello delle tante insegnanti che accompagnano i gruppi privatamente. Perché so che c’è dell’altro, qualcosa di più importante: un progetto educativo di grande respiro, che punta alla formazione di cittadini e che riesce a includere in queste esperienze ragazzi le cui famiglie non potrebbero
permetterselo.
Per me bolognese emigrata è motivo di grande orgoglio raccontare che il mio Comune (perché la mia appartenenza affettiva, nonostante la scelta di tramonti incredibili, una vita “lenta” e un mare da cartolina, è e rimane Bologna) dà ai giovani questa possibilità.
È un bel modo di investire il denaro pubblico!” (Simona Sabbioni)

Una risposta a Worcester, Gran Bretagna 2006

  1. Valentina Vanzolini scrive:

    Simona sei la migliore! E’ a te che devo l’esempio che mi ha permesso di migliorarmi come leader! Valentina Vanzolini (Londra 2007)

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