Dunfermline 2, Scozia 2008

Ecco cosa raccontavano i ragazzi di questa bella esperienza:

“Bianca P., Carlotta, Tommaso, Alice, Emanuele, Riccardo, Bianca C., Jael, Maria Giovanna, Giacomo, Elisa, Chiara, Silvia, Francesca, Dario, Max, Andrea G, Azzurra, Andrea G, Matteo: ecco quali sarebbero stati i nostri compagni d’avventura! In aeroporto tutti ci guardavamo un po’ sornioni nella speranza di imbatterci in un qualche volto conosciuto. C’era chi, come noi, aveva deciso di affrontare questa esperienza in piedi sulle proprie gambe e chi invece aveva portato un amico per essere sostenuto nel momento del bisogno. Aspettando in fila il nostro turno per il check-in, abbiamo iniziato a conoscere coloro con cui avremmo trascorso le successive due settimane. Ci è impossibile nascondere che il viaggio è stato stressante: cambiare due aerei e attendere le coincidenze non è cosa piacevole!
Alla fine, quasi al termine di questa esperienza, ci rendiamo conto che la fatica e lo stress del viaggio, seppur notevoli, sono stati attenutati dalla piecevolezza dell’incontro con le nostre “nuove” famiglie!” (Carlotta e Maria Giovanna)

“Eh, se siamo un gruppo da urlo si vedrà alla fine di questa avventura se rimarremo tutti in contatto o no. Sta di fatto che durante il viaggio si sono create delle salde amicizie e dei nuovi amori. La prima salda amicizia è quella delle due autrici di questo diario. Ci siamo conosciute sull’aereo e chiacchierando abbiamo scoperto di essere fatte l’una per l’altra e non ci siamo più staccate per il resto del viaggio, anzi, il “gruppetto” si è allargato con l’aggiunta di Riccardo, l’amico rasta, e di Dario, l’amico metallaro. E, nonostante le differenze di età, il gruppetto è molto affiatato. Parliamo di gossip…perché anche in vacanza, come ho già detto, si formano nuovi amori e per il nostro gruppo la Scozia si è proprio trasformata nella “terra dell’amore”. Ora sta a voi decidere se siamo o non siamo un gruppo da urlo…di sicuro siamo molto uniti! (Francesca e Azzurra)

“Caro diario di bordo, sono seduto alla mia scrivania in «casa mia», o per meglio dire, in casa della mia gentilissima host family, scrivo queste poche righe ripensando a tutto ciò che mi aspettavo da questo viaggio. La prima cosa che mi viene in mente sono le amicizie: mi aspettavo di conoscere molte persone nuove e di incontrare ragazzi e ragazze da tutto il mondo. In parte questo pensiero si è avverato, ogni giorno mi trovo con un mucchio di persone simpatiche e aperte, che vivono nella mia stessa città e che quindi spero di rivedere una volta che sarò tornato a casa. Al contrario i fantomatici spagnoli che dovevano esserci non si sono presentati…all’inizio ci siamo rimasti tutti un po’ delusi, ma alla fine ci siamo guardati attorno e abbiamo capito che andavamo bene anche solo noi! Mi aspettavo che qui le macchine girassero sul lato “sbagliato” della strada (Tom, il mio host brother, dice che siamo noi a girare sul lato sbagliato, mah?!) ma non pensavo sarebbe stato così facile abituarsi a ciò. Piccolezze come girare nel verso opposto alle rotonde o attraversare la strada diversamente mi hanno confuso un po’ (tant’è che ho pure rischiato di finire sotto una macchina una volta). Non so più cosa scrivere…un profumo invitante mi chiama in cucina…deve essere pronta la cena! Molto bene!! Sono contento perchè pensavo che qui si mangiasse davvero male, invece ho avuto la fortuna di essere ospite in una famiglia a cui non piace il traditional scottish food, così mangio quasi come a casa. Rileggo il titolo della pagina che devo scrivere: IO PENSAVO CHE QUI..INVECE…Beh, come puoi leggere pensavo tante cose ma ti assicuro che non sono rimasto deluso. Spero di tornarci e di godermi questa settimana che mi resta di permanenza.” (Matteo)

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