Malta 1, Bugibba/Sliema 2007

Dal 24 giugno al 8 luglio, un bel gruppo di ragazzi si imbarca per Mata. Qui ci raccontano la loro straordinaria avventura.

In barcaNon avrei mai creduto che partendo da sola mi sarei divertita così tanto e che avrei trovato delle persone veramente fantastiche. Soprattutto ho legato con Martina, una ragazza anche lei partita da sola, allegra e solare con un po’ di malinconia dei suoi amici. Poi ho legato molto con i maschi, inizialmente tre poi un po’ tutti. Siamo sempre insieme! Voglio già bene a molti, forse troppi! Non avrei mai creduto di passare tutte le notti a stare insieme, a ballare, a parlare, a cantare, a scherzare… Baci” (Arianna)

“Il caldo ci accompagna tutti i giorni e si sopravvive solo facendo qualche bagno. Il divertimento è assicurato tra spiaggia, mare e … imprevisti! Accanto a tutto ciò ci vuole anche un po’ di cultura. Dopo aver visitato la capitale attuale di Malta, La Valletta, visitiamo la capitale storica, Mdina. La guida ci accompagna a visitare un museo in cui sono conservati i resti di una domus romana. Poi attraversando la porta entriamo in città. Qui abitano solo trenta famiglie e le auto sono pochissime, mentre non mancano le carrozze. La città è piccolina, piena di viottoli e di case bianche e così ci lasciano allo shopping. Arriviamo a una terrazza, da dove si può ammirare un panorama bellissimo, poi corriamo al bar per assaggiare le torte tradizionali. Alla cioccolata, alla menta, al limone: sono tutte buonissime! Lasciamo Mdina per visitare la costa. Il mare visto dall’alto è spaventosamente bello, perché non fare una foto di gruppo? Dopo gli scatti torniamo in albergo e stanchi ma contanti ci prepariamo per la sera.” (Lara e Silvia)

“E così siamo partiti per questa esperienza, per alcuni del tutto nuova mentre per altri già precedentemente vissuta. E per un po’ lontani da casa… Quante nuove emozioni porterà questa vacanza! Allegria, amicizia, tristezza, gioia, nostalgia… Eh già, perché forse alcuni di noi, anche se nascosta nel profonda del cuore, un po’ di nostalgia verso la propria famiglia la provano. Giochiamo un po’ tutti a fare i grandi, stando svegli fino a tardi, truccandoci e innamorandoci del russo della stanza accanto. Poi però la mattina facciamo fatica a tenere gli occhi aperti e nascondiamo, parlando al telefono con i nostri, la stanchezza e tutte le “ansie” che può provocare una vacanza del genere. Per non farli preoccupare. E quanti “mi mancate anche voi” sussurrati al telefono, perché gli amici non sentano…” (Eleonora)

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