Stary Oskol, Russia 2007


A quanto pare questo viaggio in Russia è stato ricco di discussioni e impressioni spaesanti…

Ricordo bianchi giganti di nuvole guardarmi da un azzurro cielo, ricordo brillanti stelle nel buio e tramonti rossi, candidi sorrisi sotto biondi capelli come la birra, ricordo una vodka trasparente come la pura aria di campagna e il rosso di una piazza dal passato glorioso. Ricordo una meraviglia di nome San Basilio con tutti questi colori e ricordo tanti occhi, ridere, piangere, preoccuparsi e scherzare. Ricordo immense distese di steppe foreste, prateria all’orizzonte e il verde della natura. Ma ricordo anche magnifiche chiese, statue e pMoscaalazzi di una città appariscente, attraente e in parte misteriosa, edifici vecchi e nuovi, bancarelle per ricordi in cui contrattare, ricordo il cambio di valuta e ricordo la zuppa, calda per quest’estate, dolce o forse salata? Ricordo storie, musei e foto, ricordo fontane e sorgenti, ma ora che una testa ancora si appoggia alla mia spalla ricordo che non potrò mai dimenticare ciò che per me è stata la Russia, dalla lingua agli alloggi, da un pullman a un autista un po’ particolare, lunghe camminate e “folli” serate: la Russia mi ha chiamato, la Russia mi ha rapito. Non potrò mai dimenticare.” (Riccardo)

“Novella 2000, giornale universalmente inutile, numero di giugno 2007. Nelle prime pagine compare una classifica che enumera le popolazioni più galanti del globo. Sul podio, fissi e invincibili i popoli latini: Spagnoli, Italiani e Francesi. Ma chi tra loro porterebbe in braccio una ragazza la sera nel bosco perché non inciampi? Chi l’aiuterebbe regolarmente a portare borse e valige, a scendere da un autobus dell’anteguerra e l’inviterebbe a ballare i lenti, nonostante che la ragazza in questione non sia la sua? Tutto ciò non è fantasia da romanzo rosa, ma l’amorevole modo di rapportarsi al gentil sesso dei Russi. Una situazione idilliaca che, però, nasconde una falla che siamo riusciti a cogliere durante una discussione con due dei nostri simpatici corrispondenti a proposito delle differenze di costume tra le nostre nazioni. “Un vero uomo è colui che protegge le donne o combatte per difendere il suo onore, fino alla fine se necessario”. Una frase importante da udire, soprattutto se pronunciata da un diciassettenne, che ci fa pensare… La parola onore nel nostro paese è tristemente nota solo grazie ai libri di testo. Ma come fare a meno di ribattere che, oggigiorno, non c’è più bisogno di combattere (fisicamente almeno). Viviamo in città tutelate da leggi che impediscono a chicchessia di aggredirci e la violenza è aborrita. Una donna, non ho potuto fare a meno di sottolineare, è assolutamente uguale a un uomo, con pari potenzialità, intelligenza, virtù ed opportunità. Nel nostro paese, si è provato a spiegare, uomini e donne si parlano apertamente, su pari livello e le donne di certo non temono di rivolgersi a un uomo “mancandogli di rispetto”. Davanti a tale risposta, uno dei nostri corrispondenti si è limitato a scuotere la tesMilitarita, borbottando che le “ragazze devono comportarsi da ragazze”, mentre l’altro, sorridendo, ha commentato come “gli Italiani siano gente strana, anche se interessante”. Credo fermamente che tale discussione mi rimarrà impressa perché evidenzia una disparità sociale che non mi sarei mai aspettata da un ex potenza mondiale nel XXI secolo, soprattutto non alla luce della gentilezza, del tatto e della delicatezza da loro impiegata nei confronti delle signore. Notare simili differenze è sempre immensamente interessante e spero che, tramite tale scambio, noi ed i nostri nuovi amici non eserciteremo soltanto uno sforzo linguistico, ma che insegneremo ai ragazzi russi a capire come e quanto una ragazza possa essere forte ed indipendente, senza per questo perdere la propria femminilità e, perché no, che i ragazzi russi insegnino ai nostri compagni italiani che qualche galanteria, ogni tanto, non sminuisce né noi né loro.” (Claudia)

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