Australia – Sunshine Beach/Sydney

Colori, suoni,voci, profumi inebrianti di salsedine…..la passeggiata odierna nel Noosa national park risveglia sensazioni ancestrali, quel sentirsi un tutt’uno con Madre Natura, in questa terra selvaggia che e’ il Queensland. Siamo arrivati dall’altra parte del mondo per riscoprire il valore dell’ amicizia, dell’ accoglienza, dell’ abbraccio caldo dell’ Oceano che ci richiama come il canto delle sirene, oggi come non mai. Camminare a contatto con la terra ,gli alberi, l’ azzurro sfavillante dell’acqua che si fonde con il cielo incontaminato e infinito, ascoltare le storie di chi ha scelto di essere parte di questa giovane nazione, riempe l’ animo del viaggiatore rendendo ogni passo , un passo diretto al cuore delle nostre emozioni più vere.
(Federico)
Australia, un paese che racchiude panorami mozzafiato, città moderne ma sempre in contatto con la natura, un mondo diverso dal nostro, tutto da scoprire. Io amo viaggiare ed e’ stato emozionante vedere dal vivo luoghi e monumenti come l’Opera House di Sydney che di solito vediamo in fotografie, cartoline…e’ un mondo fantastico, ogni giorno si va alla scoperta di posti paragonabili ad un paradiso terrestre , come il Noosa National Park . L’Australia e’ semplicemente una esplosione della natura che ti trasmette una grande energia e una voglia di scoprire te stesso a contatto con questa natura. Non ci sono parole …posti fantastici, australiani gentilissimi, adesso non posso fare altro, godermi questo sogno fino in fondo, come dice la frase di una canzone: VORREI POTESSE NON FINIRE MAI.
(Camilla)
Dopo un viaggio interminabile, 21 ore di volo e 3 scali , siamo finalmente in Australia . I primi 4 giorni a Sydney sono stati divertenti ma la vera vacanza e’ iniziata quando siamo arrivate a Sunshine Beach, qui tutto e’ diverso: ci sono kilometri e kilometri di stupende spiagge di sabbia bianca, case enormi ed e’ pieno di chioschi di fish and chips. Ovunque tu guardi il panorama e’ mozzafiato. Oltre al paesaggio anche le persone sono molto diverse e non si fanno problemi a camminare per la città scalze o in costume con un surf sotto braccio, e in famiglia le abitudini sono le stesse a cui ero abituata: si cena alle 17.30 e alle 22 e ‘ già ora di dormire. Avevo provato più volte ad immaginare la mia corrispondente prima di arrivare ma non sapevo cosa aspettarmi esattamente, per fortuna Eliza e la sua famiglia sono molto gentili, cercano di coinvolgerci nella loro routine quotidiana e di venire incontro ad ogni mia esigenza; hanno fatto un sacco di programmi! Spero solo di avere il tempo per fare tutto quello che hanno organizzato per me.
(Chiara B.)
Partire per un posto così lontano significa anche cercare un gruppo unito con cui condividere le proprie impressioni ed ogni avventura: che dire del nostro gruppo …mi sono subito trovata a mio agio! Ho sempre pensato che viaggiare apra la mente e farlo con un gruppo affiatato come il mio e’ una esperienza positiva sotto ogni aspetto: per prima cosa l’avventura che stiamo vivendo ci lega inevitabilmente, e’ incredibile come assieme si possano condividere momenti fantastici e positivi ma anche situazioni critiche che potrebbe essere difficili da superare da soli.
In ogni caso, il nostro viaggio si prolungherà anche dopo il nostro ritorno a Bologna …nei miei ricordi, nei racconti di tutti noi ragazzi….dopotutto, la fine di un viaggio e’ solo l’inizio di un altro!
Cecilia
Sidney e’ una città moderna completamente diversa dalle metropoli italiane. E’un città caotica e frenetica ma nello stesso tempo puoi trovare pace e serenità nei numerosi parchi che la caratterizzano. La cosa più interessante e caratteristica di questi parchi e’ il contrasto tra gli antichi e imponenti alberi di cui sono ricchi e gli altissimi e moderni grattacieli. Bellissima la passeggiata che abbiamo fatto lungo il mare fino ad arrivare alla Opera House, il simbolo della città che secondo me si riesce ad apprezzare di più guardandola da lontano. Il primo giorno siamo riusciti a guardare la città dall’alto e io sono rimasta senza parole per la sua maestosità’. Un’esperienza che non dimenticherò mai !
Chiara F.
Come necessità umana detta, ieri sera, 4 luglio, si va a cena. Usciti verso le otto ci si dirige verso Chinatown. Qui ci si divide in due gruppi: chi voleva andare a mangiare al cinese, e chi no. Così si entra in un ristorante in cui si era preso da mangiare anche la sera prima, ci si siede e si ordina. fra cibo lasciato indietro perchè troppo piccante e mega-porzioni divorate in trenta secondi, ad un certo punto Raffale fa un’espressione strana, buttandosi di lato; dopo un primo momento in cui si è pensato che fosse un normale frutto della sua “pazzia”, ci indica un piccolo scarafaggio all’interno del suo piatto. Superata la fase conati, si chiama la cameriera e si chiede di non pagare, questa fra i suoi svariati tick all’inizio ci propone di non pagare il piatto, e poi dopo un estenuante pressing e vari ricatti , minacciando di chiamare le autorità, da parte di Doriana, si chinano a non farci pagare l’intera cena, ed usciamo bel belli cercando di trattenere le risate da far esplodere all’esterno.
Morale della favola: se si vuole una cena gratis, portare con sè una blatta morta. (Ulisse)

 

La famiglia e’sicuramente l’aspetto più interessante di questa nostra esperienza nel descriverla partirei con la mia prima impressione. Appena arrivato in aeroporto ci siamo trovati difronte decine di persone che con tanto di cartelloni di benvenuto erano pronti ad accoglierci. Quel giorno ad accoglierci c’erano Tihan e la madre. Proprio davanti casa conosciamo il resto della famiglia erano insieme ai loro colleghi a bere e scherzare. Tihan e la madre anche se un po’ imbarazzate ci presentano il padre e due fratelli , uno di 12 anni e uno di 21. L’accoglienza da parte di tutti e’ stata molto calorosa , sin dal primo giorno ci hanno coinvolto in tutti i modi e….quale modo migliore se non un bel giro in cajack in mezzo a una sorta di palude? L’accoglienza e’ fantastica e ciò che mi ha fatto piacere e’ vivere in una famiglia allargata e piena di vita, ogni giorno ci vengono presentati nuovi “amici”che sono oramai una parte della famiglia.
Giuseppe
In questi giorni abbiamo fatto molte attività ma quella che mi è’ piaciuta di più e’ stata la lezione di surf. A Noosa sulla spiaggia a fianco del parco nazionale in un ambiente fantastico, con muta e tavola la lezione e’ iniziata. Prima alcune indicazioni e poi direttamente nel mare, l’avventura e’ iniziata. All’inizio mettersi in piedi non e’stato semplice, sapere che dietro di te le onde incalzano e non ti mollano ti fa sentire il re o regina del mondo o meglio del mare. Ovviamente i gusti sono gusti ma se avete la opportunità’ di provare non pensateci due volte: BUTTATEVI!
L’Universita’ della Sunshine Coast e’ molto diversa dalla nostra Università di Bologna . Non solo per le moderne strutture a loro disposizione (costosi laboratori di chimica, piscina, e campi di calcio,tennis e basket), ma anche per l’ impostazione dei corsi: non è previsto alcun test d’ingresso, ed e’ l’Università ad offrire i propri corsi agli studenti in base al voto ottenuto da ciascuno alla fine delle scuole superiori. Non vi sono inoltre esami orali, ma soltanto scritti. Rispetto alle università italiane , in Australia il livello di cultura generale e’ inferiore, ma i corsi sono mirati ad offrire una maggiore preparazione pratica . Scienze motorie, infatti, e’ considerata una delle lauree più prestigiose qui in Australia. Gli australiani, inoltre, entrano nel mondo del lavoro fin da piccoli: la maggior parte dei ragazzi inizia a lavorare dai quattordici anni. Ma la cosa che più mi ha sorpresa durante la visita all’ Università locale è stata la presenza di canguri selvatici nel campus. Siamo riusciti ad avvicinarci ad una famiglia di canguri con un piccolo e l’ abbiamo osservato prendere il latte dalla madre. Uno spettacolo meraviglioso!
Chiara U.
Lunedì abbiamo partecipato ad una visita interattiva alla Sunshine Beach High School. Suddivisa in diversi blocks e edifici, la scuola ospita 1100 studenti, dai 12 ai 17 anni. I primi tre anni sono definiti junior e gli ultimi due anni senior. Il piano di studi e’ molto differente dal nostro. Infatti gli studenti scelgono le materie da studiare di propria iniziativa su una vasta gamma di 44, oltre alle 4 obbligatorie ( inglese, matematica, scienze, storia e geografia). Al termine dei 5 anni gli studenti vengono valutati attraverso un indice chiamato op (over all position) che permette loro di essere ammessi a determinate facoltà universitarie . Nonostante si possa pensare che la preparazione teorica degli studenti australiani sia inferiore a quella degli italiani, ricevono un insegnamento più pratico più affine al sistema universitario. Sono dotati di pc portatili e tablets. Possono fruire di attrezzature e spazi inimmaginabili per noi : laboratori per scienza e chimica, teatro, grandi spazi per attività sportive, biblioteca multimediale, falegnameria, fotografia, produzione video, e innumerevoli strumenti musicali .Non ci sono compiti a casa e le lezioni si concludono ogni giorni alle 14.40 per gli junior e alle 15 per i senior.
Federico
Dopo una settimana di attività svolte tutti insieme , abbiamo avuto l’occasione di passare un po’ di tempo con la nostra famiglia ospitante. A mio parere e’ stata un’esperienza significativa in quanto mi ha aiutato a conoscere meglio le differenze tra Italia e Australia anche nella vita quotidiana. La mattina del primo giorno ho potuto fare un affascinante giro in barca lungo la riva del fiume qui a Noosa. Una delle cose più strabilianti e’ la limpidezza dell’acqua anche se e’ davvero ghiacciata per potere fare il bagno. Durante il pomeriggio ho invece praticato uno degli sport più popolari qua in Australia il kayak. Per concludere in bellezza questa giornata Lydia ed io siamo andate ad una festa organizzata per tutti coloro che hanno fatto lo scambio. Nuovo giorno , nuova esperienza. Il sabato mattina la famiglia mi ha portato all’Emundi Market , un mercato che offre molti prodotti particolari e tipici australiani. Camminare tra queste bancarelle ha stimolato tutti i miei cinque sensi, tra gli odori del cibo diversissimi tra loro , i colori in contrasto e i molteplici suoni di strumenti musicali caratteristici. La sera abbiamo invece organizzato un bellissimo falò, con musica, cibo, i marshmallow cotti a puntino sul fuoco. La notte trascorsa in tenda e ovviamente un dolce risveglio alle 6 del mattino tra il cinguettio degli uccelli australiani , come il coccoboro. La domenica abbiamo invece visitato l’hinterland, pranzando in un magnifico ristorante in riva a un lago con una vista davvero strepitosa. Abbiamo inoltre fatto una splendida passeggiata nel bosco, sinceramente differente da quello italiano sia per flora che per fauna. Che dire….ricordero’ a lungo questi incredibili giorni trascorsi con la mia host family.
Mescolanza, integrazione, nuova immigrazione. Parole abusate e utilizzate senza capirne l’ essenza piu’ profonda .In questa terra, agli antipodi del nostro mondo,l’ incontro con personaggi stravaganti, ti da la reale misura di cosa voglia significare costruire e vivere identità plurime. Nati nell’ outback, cresciuti nella cultura anglosassone piu’ puritana, ma con il bagliore negli occhi quando si parla di ulivi, di Dante, di vino, di politica; un semplice buongiorno, risveglia ricordi mai sopiti di genitori emigrati due secoli fa che hanno saputo conquistarsi il rispetto con sacrifici immani in questo pezzo di mondo che racchiude un intero continente. Molto spesso noi lo dimentichiamo. Le radici, le appartenenze qui, hanno un sapore piu’ autentico.
Federico M

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