“Geniko Lykeio”, Amfissa, Grecia 2009

Scambio scolastico del Liceo Sabin…in Grecia! Ecco il resoconto, partendo da una frase di Dario: “Sono soddisfatto e spero di ripetere esperienze come questa”.

Martina

Ritrovo davanti alla scuola alle 10.00

I genitori sono, come sempre preoccupati, ma noi non vediamo l’ora di partire. Il sole splende e le previsioni sono discrete per la settimana che ci aspetta in Grecia. Il pullman è piccolo ma molto confortevole e Fabio, l’autista si è presentato con un sorriso aperto ed amichevole. Le cose si mettono bene. Le premesse sono ottime. Il viaggio fino al porto di Ancona dura un lampo. L’euforia è tale che quando arriviamo davanti al traghetto ci sembra di essere appena partiti. Saliamo sulla nave greca e incominciamo a familiarizzare con una lingua, il greco, che è notevolmente diversa dalla nostra. Vediamo scomparire la costa italiana e sappiamo che il mattino successivo ci sveglieremo in Grecia.

Domenica 15 marzo

Arrivo a Igoumenitsa Sbarchiamo ed incominciamo a guardarci attorno per conoscere la Grecia così come ci è stata raccontata dai nostri corrispondenti del Geniko Lykeio nei loro articoli pubblicati su Hi Magazine. E’ un paese montuoso quasi leggendario che non rispecchia esattamente l’immagine che il turista straniero ha di questi luoghi: spiagge e mare limpidissimo. Dobbiamo attraversare un territorio prevalentemente montagnoso ed innevato. Qualcuno incomincia a sentirsi male perché la strada è tutta curve e il pullman deve procedere lentamente dietro a veicoli di tutti i generi. E’ stata prevista una sosta in un luogo chiamato Meteore per rendere più interessante e sostenibile il percorso verso Amfissa. Questa area è unica al mondo: antichi monasteri si aggrappano in cima a rocce che si innalzano dalla pianura. Qui ci rendiamo conto quanto la religione sia importante come i nostri corrispondenti ci avevano raccontato. Sappiamo che anche a scuola, tutte le mattine, prima dell’inizio delle lezioni gli studenti di ogni ordine di scuola devono recitare una preghiera. Durante le visite ai monasteri molti sono i fedeli in pellegrinaggio che ci accompagnano nelle salite. Ci siamo anche resi conto che i luoghi sacri godono di grande rispetto.

I fedeli sono molto attaccati alle antiche tradizioni religiose, un chiaro esempio sono le gonne lunghe che le turiste devono indossare per visitare i luoghi sacri

Francesco Francesco Dario

Le Meteore nel loro isolamento dal mondo hanno un carattere misterioso e danno un senso di solitudine che non è triste, ma sereno, grazie allo splendido paesaggio che trasmette una sensazione di libertà.

Jonathan

Fin dallo sbarco ad Igoumenitsa ho immediatamente notato molta tranquillità che non c’è nei nostri porti.

Niccolò

‘Nel paese predominano spazi incontaminati perché le città sono poche e molto lontane tra loro’.

Lunedì 16 marzo – Delfi

Edoardo

Ripartiamo di buon’ora con destinazione Delfi/Amfissa. La strada è impervia e, sull’autobus, i posti davanti, sono molto contesi, ma il viaggio oggi sarà più breve dei giorni precedenti. Arriviamo a Delfi verso le 13.00 e andiamo a visitare subito il sito e il museo che chiudono alle 15.00. Rimandiamo a più tardi l’incontro con i nostri corrispondenti. Il sito è fantastico, davanti a noi si stende una grande vallata di ulivi che arriva fino al canale di Corinto. L’idea generale è quella di chiedere alla Pizia una profezia sui prossimi scrutini di giugno, ma dato che non troviamo nessuno sacerdote che possa interpretare le sue parole, rinunciamo e proseguiamo la passeggiata tra i resti. Sulle colline greche si estende una meravigliosa città antica che è Delfi, circondata da un magnifico paesaggio pianeggiante caratterizzato da ulivi e da montagne innevate. Delfi é molto suggestiva perché si estende dal basso verso l’alto, come rappresentasse l’avvicinarsi a Dio. Infatti il tempio in onore di Apollo si trova molto in alto

Carlotta

Ciò che più mi ha colpito è stato immaginare come fosse la vita a quel tempo. Il museo è straordinario: vediamo l’Auriga, il Tesoro di Sifno, i Gemelli di Argo. Il tempo passa velocemente in mezzo a tante opere d’arte. Sono già le tre del pomeriggio e dobbiamo uscire dal museo….. ma che fame! In serata rincontreremo i nostri amici greci e ci dobbiamo preparare al grande momento.

Martina, Liz, Alessandra

Incontrare ragazzi di un’altra cultura nel loro paese è un’esperienza non solo divertente, ma anche illuminante perché ti permette di capire e conoscere meglio una realtà diversa dalla tua. Questo viaggio ci permette di stare insieme agli amici che sono venuti a trovarci lo scorso anno. Stare insieme ci fa riflettere su ciò che abbiamo in comune.

In serata incontriamo alcuni dei ragazzi che sono venuti a Bologna e l’insegnante che li ha accompagnati. Ci fermiamo nel locale bar dell’albergo e trascorriamo la serata insieme raccontando un po’ di noi. ‘Rincontrarci con i nostri coetanei greci è stata sicuramente un’esperienza divertente e di accrescimento culturale’. Eugenio

Martedì 17 marzo, a scuola

Liz e Greta

Andare alla scuola dei ragazzi greci ci ha fatto riflettere sulle cose che abbiamo in comune. L’accoglienza che ci hanno riservato è stata molto calda. Il sistema d’istruzione greco è molto diverso dal sistema italiano dato che varia sia negli anni di studio sia nell’orario scolastico.

Enrico

Eccoci a scuola finalmente. Amfissa è una città incastonata sul pendio di una montagna con ai piedi una grande valle, circondata da tanto verde; anche la scuola è immersa nel verde e le aule sono ampie e luminose. Ci mostrano, con orgoglio, l’ala ancora in costruzione dove ci sarà la nuova palestra e persino un teatro. Il preside ci da il benvenuto e ci offre un supplemento di colazione che accettiamo volentieri. Quindi lezione di geografia e di scienze per conoscere meglio il territorio dove vivono I nostri coetanei, a cui fa seguito un’escursione a piedi illustrata da due guide della Associazione Alpinistica di Amfissa. La passeggiata non è molto faticosa ma si sta avvicinando l’ora di pranzo e tutti, greci ed italiani indifferentemente, sentiamo una certa fame. Alcuni di noi sanno già che i nostri amici ci hanno preparato una sorpresa, altri si lascia- no trascinare, incuriositi, verso il centro della cittadina accettando lo scherzo. Questa esperienza mi ha permesso di stringere nuove amicizie e scoprire uguaglianze e diversità.

Edoardo

Molti di loro frequentano lezioni private durante il pomeriggio: è un’abitudine assai comune tra gli studenti greci. Questo aspetto mi ha meravigliato, anche se devo ammettere che sono molto ben preparati in inglese, per esempio. Alla fine arriviamo davanti l’ingresso di una osteria che ci dicono essere la più antica di Anfissa: appartiene, da generazioni, alla famiglia di uno dei nostri compagni.

Niccolò

I loro locali sono più caratteristici dei nostri che risentono maggiormente della globalizzazione. Considerando che i nostri amici usano Facebook, Myspace e MSN esattamente come noi, ho trovato molto singolare questa convivenza tra tradizione e modernità.

Francesca e Jonathan

Ci hanno offerto un fantastico pranzo a base di cibo tipico greco, che ci ha permesso di conoscere meglio il loro paese e le loro tradizioni. Ho potuto notare che nella cittadina di Amfissa gli abitanti si conoscono tutti e sembrano molto uniti e amichevoli. Anche nella classe dei nostri amici gli studenti sono tutti uniti tra loro e vanno sempre d’accordo senza mai litigare. Non ci sono episodi di bullismo nella loro scuola. Ciò che mi ha colpito di più è la loro simpatia e soprattutto il loro essere uniti. Nel pomeriggio abbiamo visitato il museo dedicato al pittore Spyros Papaloukas, originario di Amfissa, noto come uno dei più significativi artisti nella storia dell’arte moderna greca. Papaloukas mescola le sue conoscenze dell’arte bizantina con le tendenze avanguardiste parigine del primo novecento. I nostri amici sono molto orgogliosi delle loro origini e di tutto quello che offrono i luoghi dove vivono. Ad Anfissa, a Delfi e a Galaxidi abbiamo potuto conoscere aspetti della Grecia antica che in altre regioni, più turistiche, sono stati persi. La loro insegnante ci ha spiegato che questo territorio è stato testimone della lotta del popolo greco per la sua sopravvivenza e che, oggi, gli abitanti vogliono preservare questi tesori naturali e artistici perché li considerano un valore culturalmente inestimabile. Come dare loro torto!

Luigi

Con i nostri colleghi dell’HI Magazine abbiamo visitato il museo navale che racconta la tradizione marinara di questa città. Galaxidi, l’antica Lanthia, si trova sul Golfo di Criseo a pochi chilometri da Amfissa. Alcuni degli studenti corrispondenti non abitano ad Amfissa ma nelle località, o villaggi che sono nel suo territorio. Pur essendo la capitale della Focide Amfissa ha solo 12.000 abitanti circa, quindi parecchi studenti del Geniko Lykeio sono pendolari così come diversi di noi. Frini, Thanasis, Liana, Dimitra, Kostas, Christina, Athina, Stamatia, Anastasia, Dimitri, Nikos, Efstathia, Tonia, Evaggelia, Maria, Frosso, Vivi, Evita, Giorgios, Kostandina, Marianne, Eumorfia, Stathis, Patty, Maria Nektaria, Katsimpra e tutti noi ci siamo guadagnati il meritato riposo dopo una giornata veramente faticosa. Non potendo andare in spiaggia perché tira molto vento ci ripariamo in un caffè tipicamente… diciamo europeo, insomma del tutto simile a quelli che si trovano anche nelle località marine della costa romagnola. Ovviamente tutti loro trascorrono l’estate principalmente al mare, così come succede alla maggior parte degli studenti della nostra classe. L’unica differenza è che il mare si trova veramente molto vicino alla scuola….. chissà che tentazioni quando fa caldo e non si ha più tanta voglia di entrare in classe!

Alessandra e Dario

In una situazione come questa, quando due persone parlano una lingua che non è la loro lingua madre, se ci sono difficoltà a comprendersi, l’entusiasmo di essere insieme aiuta. Stare con loro mi ha fatto sentire cittadino del mondo. Non credevo di saper parlare così l’inglese, tanto che ad un certo punto mi sono reso conto che non stavo parlando in italiano senza il minimo sforzo. I saluti sono sempre tristi, ma noi dobbiamo tornare a casa e ci aspetta un lungo viaggio in pullman e in traghetto. Ci lasciamo sapendo che la nostra esperienza non finisce lì. Molti di noi, speriamo, manterranno i contatti via chat. Quando arriviamo a scuola per riprendere il nostro pullman troviamo Il preside ad aspettarci per i saluti. Sono quasi le dieci di una giornata indimenticabile. Ci lasciamo alle spalle Am- fissa distesa sulle sue montagne davanti alle distese di ulivi.

Johnny, Miklos, Liz

E’ stato molto piacevole imparare e conoscere così da vicino uno stile di vita diverso dal nostro. Emozionante fu lo scambio avvenuto ad Amfissa città racchiusa fra le montagne, a pochi passi dal mare, che testimoniò come abili oratori della lingua anglosassone ci hanno accolto in maniera ospitale.

Martina

Eccoci di nuovo in pullman, fortunatamente la strada è meno impervia, tuttavia, i soliti noti si siedono nei sedili davanti, non si sa mai! Arriviamo ad Atene verso mezzogiorno e ci rendiamo subito conto di essere in una megalopoli. Nonostante il gran traffico, Fabio, l’autista che ci ha accompagnato dall’inizio della nostra avventura, riesce a trovare la strada giusta e a portarci proprio sotto l’Acropoli. Saliamo lentamente, fermandoci spesso a guarda- re il meraviglioso panorama che si apre davanti a noi, sempre più vasto man mano che ci avviciniamo al Partenone. L’Acropoli è un luogo suggestivo sia per la maestosità delle sue costruzioni, sia per l’elevata altezza a cui si trova e anche per il magnifico panorama.

Edoardo

Gli antichi edifici creano un’atmosfera speciale, molto suggestiva. Sono rimasto impressionato per la facilità con cui a quell’epoca si costruivano edifici così imponenti e strabilianti. Entriamo dalla Porta Beulé e saliamo il Propilei; arriviamo al Tempio di Atena Nike e raggiungiamo il Partenone. Ci fermiamo davanti all’Eretteo con le sue cariatidi e raggiungiamo l’estremità del sito dove sventola la bandiera greca.

Francesco

Essere qui è un’esperienza unica, anche se il sito è talmente frequentato che non ho provato le stesse suggestioni che ho provato a Delfi. Uscendo dall’Acropoli, ci ritroviamo sotto l’Agorà che non possiamo che attraversare a piedi velocemente perché sono quasi le tre e i siti stanno per chiudere. Un po’ tutti incominciamo a sentire qualche crampo allo stomaco dato che è decisamente ora di pranzo. Ci dirigiamo verso piazza Monastiraki da dove ci addentriamo nella Plàka a mangiare e a fare qualche acquisto. Verso sera rientriamo in albergo, stanchissimi e dopo cena…..tutti a letto!

Giovedì 19 aprile

Eugenio

Ripartiamo con la consapevolezza che la nostra avventura sta proprio per concludersi. Ci dirigiamo verso Patrasso, dove, nel pomeriggio, dobbiamo imbarcarci per Ancona. Corinto è la prima località Che si incontra dopo stressanti ottanta chilometri di strada. Rimaniamo colpiti dalla vista del canale che sembra proprio tagliato con un rasoio. Dopo le fotografie di rito, risaliamo velocemente sul pullman perché vogliamo visitare il sito archeologico di Epidauro prima di raggiungere Patrasso. Arriviamo verso le 11.30. Il Teatro è stupendo, non ci sono altri aggettivi. Praticamente intatto é perfettamente inserito in un paesaggio di grande bellezza naturale. Stupisce che anche dopo tutto questo tempo l’acustica sia praticamente perfetta.

Carlotta

Gli antichi greci dovevano essere veramente abili architetti.

Johnny

La perfezione acustica del teatro ha spinto alcuni miei compagni a sfidare uno studente francese, lì in visita, con la sua classe, andando al centro a cantare e recitare. Ho trovato i siti di Delfi e di Epidauro molto più affascinanti di Atene perché in quei luoghi si percepisce un’atmosfera particolare. I visitatori sono coinvolti dal fascino dell’ambiente che li circonda. Ad Epidauro, dove l’acustica è perfetta, c’è stato uno scambio di canti tra tutti i turisti presenti.

Luca

Un insieme di rapporti geometrici permette anche allo spettatore più lontano di sentire come se fosse in prima fila. Ci lasciamo coinvolgere in una sorta di competizione canora tra studenti, e non solo, di varie nazionalità. E’ un giocoso scambio di canzoni e recite con immancabile applauso finale per tutti. Ma presto dobbiamo lasciare la compagnia per rimetterci in strada e raggiunge- re il porto di Patrasso. Prima di partire ci concediamo qualche minuto per uno spuntino. All’una Fabio, il nostro fidato autista, ci invita a salire sul pullman per non arrivare tardi all’imbarco. Arriviamo a Patrasso in perfetto orario. Rimaniamo impressionati dallo spettacolo che ci aspetta al porto: gruppi di uomini, evidentemente emigrati clandestini si aggi- rano lungo le strade che portano agli imbarchi. Il nostro autista ci racconta che queste persone sperano di entrare negli autobus o di aggrapparsi alle ruote di scorta dei camion per attraversare l’Adriatico clandestinamente e arrivare In Italia. Il porto è blindato e gira molta polizia. Veniamo imbarcati velocemente mentre gli emigrati ci guardano oltre al filo spinato Il viaggio in traghetto è apocalittico. Molti di noi stanno male per il mare mosso. Non vediamo l’ora di toccare terra. Finalmente raggiungiamo il porto di Ancona e sul pullman entriamo in autostrada verso Bologna. Ci siamo lasciati alle spalle i miti, le leggende greche e degli amici che ritroveremo su facebook o su messenger ….siamo comunque sempre nel 2009!

 

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