“Cambridge House”, Valencia, Spagna 2011

Ospiti della redazione di Flashgiovani il 7 marzo 2011, i ragazzi spagnoli in scambio con gli studenti del Liceo Laura Bassi ci hanno lasciato qualche testimonianza riguardo le loro prime impressioni sul nostro paese e sulla nostra città.

Violeta, Lidia, Miguel, Angel e Ana

La prima cosa che ci ha colpito di Bologna è stato il freddo; infatti, quando siamo arrivati, stava nevicando. Per questo motivo non abbiamo potuto visitare in centro di Bologna, ma siamo stati a Firenze dove abbiamo visitato il Duomo e abbiamo mangiato i gelati italiani. Siamo stati anche sul Ponte Vecchio e siamo andati a fare shopping.

Il cibo qui non è molto diverso da Valencia, ma ci sono molte cose come la pizza che sono migliori in Italia. A Bologna abbiamo visto che ci sono turisti e portici dappertutto e questo ci pare molto bello. La vita qui è diversa dalla vita in Spagna; qua tutte le attività si svolgono prima, ci dobbiamo alzare molto presto alla mattina e ci sono meno cose da fare per la sera. Questo soggiorno qui è un bella esperienza per noi e abbiamo l’opportunità di migliorare la nostra conoscenza della lingua italiana.

Hola somos unos estudiantes de Valencia y hemos venido a Bologna a hacer un intercambio con el instituto Laura Bassi. Aquì, todo el mundo se levanta pronto y se van a la cama mucho antes que nosotros, la vida en Espana es màs nocturna. Ademàs, otra cosa curiosa es que utilizan el coche para ir a todos los sitios, pero en Valencia se utilizan màs los transportes publicòs y toda la ciudad està mejor conectada. Bologna es una ciudad muy bonita pero mas pequeña que Valencia. Nos ha gustado mucho el intercambio y por supuesto que volveriamos aquì.

Ana Carbonell, Alicia Barona, Lidia Montesinos e Estefania Almenar

Prima di partire dalla Spagna pensavamo che durante lo scambio avremmo fatto più escursioni in altre citta, ma sebbene siamo solo stati in due città, Firenze e Venezia, ci sono piacute tantissimo, proprio come ci aspettavamo. Pensavamo anche che la cultura italiana fosse molto più diversa da quella spagnola, molto più di quello che veramente è. Abbiamo invece trovato una cultura molto simile, non solo nella maniera di vivere, ma anche nel vocabolario usato ogni giorno.

In questo scambio abbiamo scoperto che non si mangiano solo pizze e spaghetti in Italia, ma ci sono anche tanti altri pasti che noi non conoscevamo prima. Adesso che lo abbiamo provato sappiamo che tutto il cibo italiano è buono. Un’altra nostra aspettativa era che le famiglie ci accogliessero bene. Nella realtà è stato ancora meglio di quello che ci aspettavamo. Un’idea molto comune in Spagna è che i ragazzi italiani siano molto belli; dopo aver visitato il paese non crediamo che sia così esagerato, ma nemmeno del tutto vero. Ci sono dei ragazzi belli, ma non tutti lo sono proprio come in Spagna. Infine, credevamo di riuscire a imparare molto bene l’italiano e questo è diventato una realita giacchè abbiamo parlato tutti i giorni in italiano con le nostre famiglie e corrispondenti.

Patricia, Maria, Javi e Sandra sono stati ospiti della redazione di Flashgiovani il 7 marzo 2011. In quell’occasione ci hanno parlato del loro progetto Comenius intitolato “Non solo pizza, no solo paella”.

Il nostro progetto Comenius consiste nel fare una guida turistica per i giovani su Valencia e Bologna dove noi sfatiamo gli stereotipi falsi sui nostri paesi. La guida consiste nel fare capire ai giovani che Valencia non è solo paella, ma anche tante altre cose come i monumenti, la cultura, lo sport, la gastronomia, le feste, la musica, l’ambiente. Noi spagnoli abbiamo scritto la guida in italiano per i ragazzi italiani e gli italiani stanno scrivendo in spagnolo per i ragazzi spagnoli. La guida sarà pronta l’anno prossimo quando la finiranno i ragazzi di un anno più piccoli poichè il nostro progetto dura due anni.

Per fare qualche esempio, Patricia e io (Sandra) ci stiamo occupando della gastronomia tipica di Valencia dove facciamo tre interviste a diversi cuochi per farci spiegare come si fanno i piatti tipici di Valencia come paella, bunuelos e tapas.

Io, Maria, mi sono specializzata nella festa tipica della comunità valenciana; la festa di mori e cristiani che è una festa che rappresenta la riconquista della Spagna da parte dei cristiani dopo la dominazione araba.

Io, Javi, sono specializzato nelle attività sportive dove si parla di calcio e pallacanestro. Per quanto riguarda il calcio descriviamo le squadre e i giocatori del Valencia CF e del Levante UD; per quanto riguarda la pallacanestro, l’attività è la stessa e si parla della squadra Power Electronics Valencia.

Clara Latorre e Violeta Herranz

Non eravamo mai state a Bologna prima, ma non pensavamo che fosse così diversa da Valencia. Bologna è più antica e offre ancora oggi un’immagine della Bologna medievale molto ben conservata, in contrasto con Valencia che è più sviluppata e moderna. Benché Bologna non sia una città molto grande, possiamo dire che sia una città pulita, dove troviamo piazze e posti per mangiare in tranquillità. Questo significa che a Bologna non c’è molto traffico e la gente prende molto la bicicletta. In conclusione sono persone molto ecologiche che rispettano la loro città e la loro storia.

Javi, Jorge, Miguel Angel

In Spagna l’orario scolastico è differente da quello di Bologna. La scuola in Spagna comincia alle 9:20 e finisce alle 16:25. Prima abbiamo una ricreazione per mangiare un snack di 30 minuti, e dopo un altro di 1 ora e 45 minuti per il pranzo. Al Liceo Laura Bassi di Bologna la scuola comincia alle 8 della mattina e finisce alle 1 e mezza, e c’è solamente una ricreazione di 14 minuti. Le due scuole, la Cambridge House di Valencia e il liceo Laura Bassi di Bologna hanno lo stesso numero di lezioni, 6 della durata di un’ora. Dal mio punto di vista è meglio l’orario di Bologna nella scuola Laura Bassi perché si finisce prima e così si ha più tempo libero. Javi

Bologna è una città universitaria e molto tempo fa, hanno deciso di costruire dei portici per tutta la capitale dell’Emilia Romagna per proteggere ai cittadini della neve, dal sole e dalla pioggia. A Valencia non ci sono portici, ma mi piacerebbe ci fossero. Una cosa che invece c’è a Valencia e che forse potrebbe essere utile per la città di Bologna è un sistema di noleggio di biciclette; queste biciclette stanno per tutta la città di Valencia e aiutano i cittadini a muoversi senza inquinare l’aria. Jorge

Dal mio punto de vista, Bologna ha un cibo eccellente come le tagliatelle al ragù, la pizza e la mortadella ma soprattutto la pasta. Quando ero a Valencia pensavo che il cibo Italiano fosse solamente pasta, ma, in realtà, la dieta italiana e abbastanza variegata perché ci sono anche vegetali, frutti, una carne buona; inoltre, gli italiani mangiano cibo di altri paesi come per esempio cibo cinese e americano. Mi piacerebbe molto che Valencia avesse la stessa pizza che c’è a Bologna, ma soprattutto che avesse la mortadella bolognese e il parmigiano reggiano. Miguel Angel

Sara Vivò, Elisenda Gòmez, Lara Rocafort

Per cominciare, se potessimo cambiare qualcosa, cambieremmo l’educazione stradale perchè le macchine non si fermano per lasciare passare i pedoni sulle strisce pedonali. Per noi è stato molto strano perchè in Spagna, anche se le macchine vanno veloci, si fermano sempre per lasciare che i pedoni attraversino la strada senza pericolo. Inoltre, benché la città sia abbastanza pulita non ci sono abbastanza cestini lungo i portici e i marciapiedi per buttare i rifiuti. Sul tema della pulizia, se potessimo, toglieremmo anche i graffiti perchè questi fanno sembrare la città più sporca e rovinano molti edifici. Anche i trasporti non sono l’ideale, poiché sono sempre pieni, non puntuali e anche i mezzi pubblici non rispettano i pedoni. La città non è molto ben collegata e molti di noi ci mettevano molto tempo per andare da casa a scuola e da scuola a casa.

Questa esperienza è stata molto utile per migliorare la nostra conoscenza dello spagnolo oltre che per la crescita personale di ognuno di noi. Abbiamo conosciuto una nuova cultura, un nuovo modo di vivere. Ognuno di noi ha ospitato un ragazzo spagnolo con cui ha potuto confrontarsi in tutti gli ambiti, parlando sia in spagnolo che in italiano. Gli abbiamo mostrato la nostra città e fatto assaggiare i piatti tipici bolognesi. Siamo molto curiosi di andare a Valencia per conoscere meglio la loro vita quotidiana, la loro scuola e la città di Valencia. Il loro modo di essere è simile al nostro, per questo ci siamo trovati bene fin dall’inizio. Speriamo che queste nuove amicizie possano continuare anche dopo il progetto Comenius.

Il punto di vista degli italiani…Giulia, Martina, Carolina, Mattia, Riccardo, Elisa, Marta

Questa prima parte dello scambio è stata molto utile la mia crescita a livello di maturità; spero che la seconda lo sia altrettanto. Ho conosciuto il mio corrispondente Javi, un ragazzo di Valencia che mi ospiterà dal 20 al 30 marzo: è molto simpatico! Ho conosciuto anche Jorge, Josè e Miguel oltre che le loro compagne. Mi sono divertito molto in loro compagnia anche se non sempre siamo stati assieme e spero che il rapporto di amicizia che ormai ci lega continui anche dopo il progetto Comenius.

Ora sono molto curioso di andare a Valencia per conoscere meglio il loro stile di vita e la città e per notare le differenze tra la Spagna e l’Italia, anche se non credo saranno molte. Infatti, si può dire che non ho riscontrato particolari differenze e difficoltà di adattamento, quindi ci siamo trovati bene fin dall’inizio.

Tra una settimana ci sarà la seconda parte dello scambio con la Cambridge House spagnola e passeremo alcuni giorni a Valencia, grazie al progetto Comenius offerto dalla collaborazione tra lo stato italiano e quello spagnolo. Il 20 marzo partiremo con tantissime aspettative; per prima cosa la temperatura sarà molto diversa, là infatti ci sono 20 gradi circa. Sappiamo già che visiteremo monumenti e luoghi di interesse e che avremo la possibilità di migliorare le nostre competenze in lingua spagnola parlando con i nostri corrispondenti e le loro famiglie. Sarà un’esperienza molto formativa e anche divertente!

Io (Elisa) e Marta non abbiamo partecipato allo scambio; nonostante ciò pensiamo che siano molto simpatici e solari poiché abbiamo parlato un po’ con alcuni di loro la mattina prima di entrare a scuola. Anche se non abbiamo fatto lo scambio, cosa che personalmente speriamo di fare l’anno prossimo, crediamo che sia un buon metodo per imparare e divertirsi. Se il prossimo anno avremo la fortuna di prendere parte allo scambio speriamo di stare bene come i nostri compagni quest’anno.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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