“Käthe-Kollwitz Gymnasium”, Dortmund, Germania 1998

Qualche stralcio dallo scambio scolastico tra il Liceo “Laura Bassi” di Bologna e il Liceo “Käthe-Kollwitz Gymnasium” di Dortmund, nell’aprile del 1998. I ragazzi italiani fecero una ricerca relativa al loro scambio e qui sotto ne riportiamo alcune parti:

La vita scolastica in Germania

“In Germania i problemi scolastici possono contare su una sempre maggiore attenzione da parte dei mass-media, che si interessano soprattutto alle strutture del sistema scolastico, dell’apprendimento e dei metodi d’insegnamento.
Sia le scuole pubbliche che le private sono sotto il controllo dello Stato. Le singole regioni (Länder) si occupano a loro volta delle questioni scolastiche e questo porta a inevitabili differenze da regione a regione, anche se si riunisce regolarmente la conferenza dei ministri della cultura per discutere sulle questioni comuni.

In Germania esiste l’obbligo scolastico dai 6 ai 18 anni che prevede la frequenza di una scuola a tempo pieno e dopo di una scuola professionale a tempo parziale. La frequenza a tutte le scuole è gratis, così come il materiale scolastico. Ci sono agevolazioni, inoltre, per gli studenti che abitano lontano e che quindi devono trovare un alloggio fuori casa.
L’insegnamento della religione è considerato come una materia ordinaria e dall’età di 14 anni lo studente può scegliere se avvalersi o meno di tale insegnamento.

Negli ultimi periodi le scuole confessionali hanno perso importanza; in generale ragazzi e ragazze frequentano le stesse classi; lo sport viene insegnato solo nelle classi più alte, mantenendo la divisione per sesso.

Il sistema scolastico

All’età di sei anni, i bambini vanno alla scuola elementare (die Grundschule). Dopo la scuola elementare, le strade dei bambini si dividono: c’è chi va ad una scuola di orientamento (Orientierungschule) per decidere poi del suo futuro; chi va alla scuola media (Hauptschule) e chi a 15 anni sceglie una scuola di formazione professionale (Berufausbildung). La conclusione con successo di questa scuola apre la strada verso molte opportunità di lavoro nell’artigianato e nell’industria.

La scuola tecnica (Realschule) comprende in genere 6 anni. Porta a un diploma medio di formazione. Il diploma di questa scuola autorizza alla frequenza di una scuola professionale o superiore; questo diploma è la premessa per una carriera media nell’industria e nell’amministrazione.

Il liceo (Gymnasium), che dura 9 anni, è la prima tradizionale scuola in Germania. La precedente divisione in classico, linguistico e scientifico non esiste quasi più. Oggi ci sono in genere le classi superiori riformate, nelle quali un sistema di corsi ha sostituitole classi tradizionali. Accanto al liceo con le classi riformate, esistono forme particolari come ad esempio il liceo di ragioneria o il liceo tecnico. Il diploma finale dei licei (Reifezeugnis) autorizza allo studio nelle università (Hochschulen).

Accanto alle tre scuole che danno una formazione generale (media, tecnica, liceo) esistono numerose scuole speciali per bambini con handicap fisici o psichici, dove si ha riguardo per i loro limiti e dove vengono potenziate le loro capacità.
Le classi di orientamento dovrebbero preparare nel 5° e 6° anno alla giusta scelta di scuola nel 7° anno. Molti Länder, però, sono contrari perché influirebbe negativamente sulla qualità della maturità.
Chi per una ragione qualsiasi ha perso occasioni di formazione, può recuperare attraverso licei serali che danno la possibilità a chi lavora di prepararsi nel lasso di 3 o 6 anni alla maturità. Allo stesso modo può essere raggiunto il diploma medio e tecnico dei corsi serali.
Questa via è certamente molto difficile e richiede sacrifici.

I giovani sotto il Terzo Reich

“Fatevi in là, vecchi” era lo slogan che lanciava nel 1927 Gregor Straner, capo dell’organizzazione del partito nazista.
Essere giovane non rimandava tanto ad un gruppo sociale, rivendicava l’appartenenza all’idea nazionalsocialista. L’educazione dei giovani spettava innanzi tutto allo stato razzista o “etnico” (volkisch) in cui la famiglia e la scuola erano destinate a diventare luoghi secondari subordinati alle organizzazioni paramilitari della gioventù.

Nel 1933 fu introdotto nelle scuole l’insegnamento della “scienza razziale” per abituare l’allievo a distinguere ciò che era utile alla propria “razza” da ciò che lo minacciava e furono inoltre introdotti problemi matematici riguardanti gli ebrei.

Fra gli esercizi proposti sotto la rubrica “come possiamo imparare a riconoscere la razza di qualcuno?” uno richiedeva di raccogliere diverse descrizioni di personaggi “etnici” tratti da poemi e novelle e metterle in relazione con i tratti fisici del personaggio descritto.
Si aggiungevano poi le sedute pratiche di misurazione della scatola cranica.

Si trattava ora di imparare a descrivere quella che veniva definita “l’espressione vile e subdola” dei loro compagni ebrei, ora a riconoscere i più “begli esemplari” della razza ariana. Le molteplici angherie e umiliazioni che venivano inflitte agli scolari ebrei (obbligo di sedersi in banchi separati, insulti ecc.) svolgevano una funzione pedagogica.

La formazione della “gioventù hitleriana” non avveniva però soltanto a scuola; a 10 anni le bambine entravano nelle jungmadel (jm, giovani vergini). Il primo anno ragazzi e ragazze dovevano studiare gli Dei e gli eroi dei germani, il secondo “i grandi tedeschi”, il terzo la Germania e il quarto “Adolf Hitler”. Per il Reich lo sport era molto importante in quanto irrobustiva i ragazzi e quindi forgiava nuovi elementi per l’esercito. Lo sport era quindi parte integrante della vita dei giovani tedeschi che continuavano a praticarlo anche d’estate durante i campeggi istituiti da Hitler.

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