“Cambridge House”, Valencia, Spagna 2009

Impressioni e testimonianze dello scambio scolastico tra il Liceo “Laura Bassi” di Bologna e la “Cambridge House” di Valencia: i ragazzi spagnoli hanno soggiornato a Bologna dal 4 all’11 marzo 2009 presso i corrispondenti italiani del Liceo “Laura Bassi”.

Testimonianze dei ragazzi: raccontare l’importanza di partecipare a scambi come questi.

Fabio: appena ha saputo della possibilità di affrontare uno scambio con l’istituto Cambridge House, ha immediatamente voluto dare il suo contributo per ospitare i ragazzi valenciani e partecipare lui stesso alla magnifica esperienza di vedere come funzionano le cose in un altro paese, sia a livello scolastico, sia a livello umano e di possibilità. Trovarsi in casa un ragazzo mai conosciuto prima è stato molto divertente e Fabio ci rassicura che problemi di comunicazione non ce ne sono stati, anzi, anche la sua famiglia capiva benissimo qualsiasi cosa venisse detta.

Enrique: studente del Cambridge House di Valencia, si trova molto bene presso la famiglia che lo ospita. Adora parlare di calcio e di altri sport e tutti quanti, oltre a essere molto cortesi partecipano volentieri alle conversazioni, così da condividere la passione che Spagna e Italia hanno per il calcio. Enrique ammette di stare mangiando moltissima pasta, come anche tanta pizza, ma d’altronde sono così buone che non può farne a meno!

Jorge y Charlie: uno scambio è sempre una esperienza fondamentale per i partecipanti, produce un importante sviluppo culturale.

“Oggi, l’apprendimento delle lingue è molto importante per il nostro futuro, sia lavorativo che personale. Grazie alla globalizzazione, l’apprendimento di nuove lingue è essenziale per lo sviluppo delle competenze e l’acquisizione di nuove conoscenze, ci apre a nuove culture ed esperienze. Venire in scambio in Italia arricchisce la nostra conoscenza della lingua e le nostre conoscenze culturali. Apprendere a rispettare la cultura dei altri è molto importante, i paesi non sono né meglio né peggio. Avere la capacità di ragionamenti è molto importante, ed anche esercitare nostra tolleranza”.

I ragazzi italiani hanno accolto con grande entusiasmo questo progetto, così come anche le loro famiglie, che hanno accettato di buon grado di ospitare gli studenti dell’istituto Cambridge House di Valencia.

“Gli studenti valenciani promettono uscite con gli amici e tour della bella Valencia, quando sarà la volta degli italiani ad andare alla Cambridge House…così come non potrà mancare una più che meritevole tappa al mare! Oltre ad andare nella loro scuola i ragazzi del Liceo Laura Bassi avranno anche la possibilità di conoscere gli usi e i costumi locali, le abitudini, gli stili di vita e, naturalemente cosa si fa a Valencia per divertirsi con gli amici“.

Laura: “Dopo una giornata trascorsa in giro per Bologna a visitare i luoghi più insoliti, svelare qualche trucchetto alle nostre corrispondenti spagnole (come l’effetto acustico delle volte sotto palazzo del Podestà ) e fare compere, il nostro pomeriggio si poté definire veramente concluso dopo un incontro inaspettato. Eravamo in cinque e ci stavamo dirigendo verso la stazione centrale per tornare a casa quando, sotto al portico del Pavaglione, a me e alla mia compagna di classe, sembrò di aver appena incrociato qualcuno di conosciuto.

Non avevamo prestato molta attenzione ai passanti, stavamo chiacchierando e così facevano anche le nostre corrispondenti, ma quella era una sensazione forte e, dopo uno sguardo d’intesa, ci girammo per controllare chi fosse l’individuo in questione. A passo di marcia, dietro di noi, in direzione opposta, camminavano un uomo alto vestito di nero, con occhiali scuri e un auricolare nell’orecchio e, al suo fianco, un uomo più basso, con la giacca nera e i capelli castani.

Bastò un attimo per riconoscerlo: era Gianni Morandi.

Non potevamo credere ai nostri occhi, mai ci era capitato di incontrare qualcuno di famoso e per la prima volta accadeva e le ragazze spagnole erano con noi, che fortuna avevano avuto! In fretta dicemmo qualcosa che, un po’ per l’emozione, un po’ per la fretta, risultò essere poco chiaro, ma abbastanza per far capire alle ragazze che cambiavamo direzione poiché era successo qualcosa di bello.

Raggiungemmo Gianni e con un filo di voce dissi: “Gianni, possiamo fare una foto?” Lui si girò, ci guardò e con un sorrisino disse: “Sì, però correte!” Subito non capimmo il perché di tanta fretta, ma non esitammo a obbedire e, dopo aver rassicurato le nostre corrispondenti con uno sguardo e un sorriso a trentadue denti, lo seguimmo.

Tutto si svolse molto velocemente, il ragazzo che era con noi, con una macchina fotografica a portata di mano, corse davanti per scattare la foto e noi ci fermammo un solo istante per metterci in posa. Gianni si assicurò che la foto fosse stata scattata, sorrise, ci salutò e, spedito, ricominciò a camminare.

Credo che continuammo a ringraziarlo e salutarlo finché non scomparve dietro un angolo, dopo di che spiegammo alle ragazze spagnole chi era il signore che tanto avevano salutato e ringraziato insieme a noi. Loro rimasero stupite e si sentirono molto fortunate ad aver assistito a quell’ incontro; per tutto il resto del tempo non fecero altro che chiedere di Gianni, delle sue canzoni, intonate poi da me e dalla mia compagna di classe e, di seguito, parlammo in generale di cantanti italiani e spagnoli.

Fu un pomeriggio indimenticabile e per noi, per tutti noi, quell’incontro significò molto”.

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