“Liceo Schumann”, Varsavia, Polonia 2008

I ragazzi della 4a del Liceo Righi sono stati recentemente ospiti in Polonia nell’ambito dello scambio con il Liceo Schumann di Varsavia.

Questo scambio rientra nel progetto “Ripartiamo con la scuola”, promosso dall’Ufficio Giovani del Comune di Bologna, grazie a un co-finanziamento della Fondazione Carisbo, coordinato dalla Provincia di Bologna per celebrare i 60 anni della Costituzione Italiana e l’Anno europeo del dialogo interculturale.

I ragazzi polacchi sono stati ospiti a Bologna dal 10 al 17 novembre 2008, mentre i loro colleghi italiani della 4B del Righi si sono recati a Varsavia a marzo.

A Bologna il programma dei ragazzi ha previsto: una visita guidata al centro storico, una visita alla sede regionale della RAI, una visita guidata al Museo della Specola e infine una visita guidata al Museo della Musica.

Viaggiare per me è molto importante ma quando viaggio ‘da turista’, come faccio di solito, non ho la possibilità di capire un’altra cultura come invece è successo durante lo scambio con il Liceo di Varsavia. Stando a casa della mia partner polacca ho avuto l’opportunità di imparare qualcosa sulle abitudini locali e la prima cosa con cui ho dovuto fare i conti è stato il cibo, con cui ho avuto qualche problema perchè mangiano tante verdure che non mi piacciono.

Però ero determinata a provare tutto e alla fine ho trovato qualcosa che mi piaceva: la zuppa di pomodoro! Ho anche imparato che i polacchi sono soliti mangiare quando hanno fame: non hanno orari precisi per i pasti come abbiamo noi.

Ma la cosa più sorprendente è stata la differenza nell’arredamento, rispetto alle nostre case. Per esempio, ho notato che i genitori della mia partner non avevano un letto, ma dormivano nel divano letto del soggiorno. All’inizio ho pensato che avessero problemi economici, ma poi ho visto che avevano un’enorme TV, vari stereo, computer ecc. e ho capito che hanno semplicemente delle priorità diverse”.

Quando siamo arrivati sono rimasto colpito dalla città. Mi piacciono le città grandi con i rumori, le luci, tanta gente dappertutto e la vita pulsante…per cui mi sono innamorato subito di Varsavia e specialmente del ‘Palazzo della Cultura’, il più bell’edificio che io abbia visto: trenta piani, una piscina in cima, cinema, auditorium e teatri dovunque…”

“Varsavia è una grande città, con un piccolo centro moderno, pochi edifici ‘storici’, comunque ricostruiti dopo la seconda Guerra mondiale e concentrati in una parte della città. L’ho trovata una città triste, con molto traffico e rumore. Il tempo è di solito brutto: nuvoloso, a volte piovoso, forse a causa dell’inquinamento.

Le famiglie polacche sono state molto accoglienti e piene di riguardi per noi... Il cibo che ho mangiato è stato prevalentemente chilli, salse dolci e strane zuppe… Non mi piaceva proprio e ho sentito che anche per i miei compagni era lo stesso.

Forse questi gusti sono troppo distanti dai nostri. Da quanto ho detto potrebbe sembrare che lo scambio sia stato una tortura, ma non è vero. Tutt’altro! Ho visto una città povera dal punto di vista di arti, monumenti e condizioni climatiche, una città distrutta quasi completamente durante la seconda Guerra mondiale e poi caduta nelle mani dei russi, e ne ho sperimentato la tragica storia: ogni palazzo che vedevo mi ricordava che un altro era stato distrutto…..

Inoltre, la diversità delle abitudini alimentari e degli stili di vita familiare mi ha fatto pensare che io non sono al centro dell’universo. E mentre guardavo i miei compagni polacchi mangiare il loro cibo di gusto, ho riflettuto sul fatto che i gusti dipendono dall’abitudine e il cibo italiano non è necessariamente il migliore….”

 

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