Progetto Bologna – Manchester, 1996

Scuole elementari: scambi scolastici Bologna/Manchester, 1996

Nel 1996 il progetto Bologna – Manchester ha coinvolto 12 scuole elementari, 6 inglesi e 6 italiane, tra cui:

St. Elisabeth School – Scuola Bottego;

St. Aidan’s School – Scuola Don Minzoni;

St. Peter School – Scuola Carducci;

Sacred Heart School – Scuola Marconi;

St. John’s School – Scuola Viscardi;

St. Antony’s School – Scuola Garibaldi

Nel periodo 21 aprile – 6 maggio, si è attuata la prima fase dello scambio scolastico, dove i bambini inglesi sono stati accolti dalle famiglie italiane. Alla fine dell’anno scolastico 1995/1996, sono stati i bambini delle sei scuole italiane a visitare Manchester durante il periodo 21 – 28 giugno e 22 – 29 giugno.

La realizzazione di questo progetto ha avuto motli risvolti positivi sia per gli alunni, sia per le famiglie ospitanti.

All’interno del gruppo-classe, la partecipazione a questa attività ha contribuito a creare fra gli alunni maggiore coesione e distensione, così come tra le famiglie ospitanti si è instaurato un rapporto di amicizia profondo.

Il contatto con un’altra lingua e un’altra cultura ha prodotto negli alunni una grande voglia di approfondire la conscenza e il rapporto con il paese straniero, soprattutto quando c’è stata coscienza del fatto che l’apprendimento in aula poteva essere usato per comunicare bene con i compagni inglesi.

Nessuno ha mai lamentato di problemi di incomprensione. Questo aspetto comunicativo ha svelato l’entusiasmo di vedere I bambini italiani rispondere adeguatamente, nonstante le conoscenze limitate, alle domande poste dai genitori inglesi nella propria lingua.

Grazie allo scambio, gli alunni inglesi hanno potuto scoprire i vari luoghi del nostro territorio: parchi pubblici, centro storico di Bologna, altre città come Venezia e Ravenna. Queste occasioni di visita hanno permesso ai bambini italiani di sviluppare una maggiore consapevolezza dell’ambiente circostante e sfruttare le conoscenze apprese durante gli anni scolastici relative alla propria città.

Allo stesso modo, la visita in territorio inglese ha permesso la conoscenza di luoghi nuovi e la possibilità di confronti tra ambienti simili ai nostri, ma con diverse peculiarità.

Supermaneto di stereotipi e pregiudizi nei confronti di popolazioni straniere. Ospitare ragazzi stranieri e permettere che I propri figli fossero ospitati da famiglie di un altro paese ha fatto raggiungere alle famiglie italiane la consapevolezza di quanto siano superflui i luoghi comuni e le diffidenze. I bambini sono simili, indipendentemente dalla nazionalità, così come i problemi e i comportamenti di un genitore sono pressochè universali.

Grande adesione fra gli insegnati. Il corpo docente si è unito e ha collaborato per rendere questa esperienza il più completa possibile. Soprattutto per l’importanza che un progetto come questo riveste nel processo di crescita e di formazione del bambino all’interno della scuola primaria.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *