Bologna a Maputo, luglio 2012

A luglio 2012, i tre vincitori del concorso Flashfumetto “Perdersi a” – sezione Yoda, Salvatore Giommaresi, Emmanuele Racca e Agnese Baruzzi hanno avuto l’opportunità di partire per il Mozambico insieme a un redattore di flashfumetto e a Pierluigi Musarò dell’Associazione Yoda. Ci raccontano quest’esperienza attraverso tavole e un video, Mozambique Revelandose, che mostra il workshop di fumetto tenuto dai nostri artisti.

Durante il viaggio, Salvatore aggiorna il suo blog, dove racconta (quasi) in diretta le avventure mozambicane del gruppo.

Di ritorno a Bologna, Agnese e Salvatore ci trasmettono le proprie impressioni su questo viaggio:

“Un paese pieno di punti interrogativi e cose poco comprensibili per noi occidentali, poco esperti di Africa e che si stupiscono di indossare maglioni e pile perché si aspettano che in africa faccia sempre e comunque caldo. Un paese pieno di contraddizioni: lusso e povertà che convivono a pochi isolati di distanza, in cui ad esempio il privilegio di studiare è tutt’altro che diffuso, un paese in cui è forte la presenza della Cina, che stringe affari e vende i suoi prodotti sui mercati locali.

Un paese in cui le zone rurali sono spaventosamente arretrate mentre la capitale Maputo è estremamente occidentale, piena di macchinoni sfarzosi, palazzoni moderni e locali alla moda, che si alternano a baracche in lamiera e strade senza asfalto, strade di sabbia gremite di bambini e bancarelle.

Indimenticabile la natura e l’oceano potentissimo, con le sue spiagge smisurate e le onde maestose tra cui fare il bagno in mutande e canottiera prima di divorare un ottimo piatto di mandioca e riso locale.” (Agnese Baruzzi)

“Al nostro arrivo i bagagli non avevano seguito la nostra stessa sorte, poco male, questo ci ha reso più “liberi”, perdere i bagagli era un pò come un rito che ci costringeva a dare un taglio netto con le cose e il luogo da cui venivamo, il non poterci sentire con i nostri familiari e le persone che sentiamo giornalmente, ci ha dato e mi ha dato modo di aprirmi completamente ad ogni possibile incontro. Passando dal mercato del pesce con tanto di ristorante annesso a una cenetta tipica in famiglia, da una festa in una casa universitaria al centro di Maputo, facendo una sorta di giro culinario tra le prelibatezze che ci offriva il luogo. Non passava momento che non fossi tentato di mangiare qualche nuovo cibo, annusare un nuovo profumo o semplicemente curiosare tra i monumenti di questo magnifico paese. Credo sia stata questa mia curiosità che mi ha portato anche a vedere luoghi spesso non accessibili ai turisti, o ad accettare di buon grado qualunque cosa mi si parasse davanti. Un ricordo piacevole che porterò con me, è stato quando ci siamo addentrati in uno dei villaggi incontrati durante il viaggio, dopo un poco ci siamo completamente persi e distaccati dal resto del gruppo, intanto calava la notte e le uniche luci che ci stavano, erano interne alle case o quelle dei falò. Durante il nostro cammino per raggiungere gli altri, abbiamo incontrato moltissime persone: un uomo che ci spiegava quanto fosse vecchio l’albero al quale noi scattavamo le foto, un signore felicissimo per il matrimonio della figlia che voleva assolutamente che ci fermassimo a festeggiare insieme a loro, poi infine trovammo la strada grazie ad un ragazzo che gentilmente ci accompagnò dove soggiornavamo. Credo che la cosa più importante di questo nostro viaggio sia stata la restituzione a livello umano, il saper ascoltare e aiutare l’altro, usare il proprio tempo per relazionarsi con gli altri, sarò stato anche io molto propenso a socializzare, ma credo fermamente che non avrei potuto farlo se dall’altra parte non avessi trovato persone disposte a conoscermi.

Poi adesso tramite i social network sono rimasto in contatto con alcune delle persone incontrate, ed è sempre un piacere parlarci, adesso (aiutati dai traduttori online) facciamo molta meno fatica che di presenza, ma le sensazioni e i rapporti si riconfermano autentici come in quei primi incerti approcci.” (Salvatore Giommaresi)

Qui sotto potete vedere le pagine con le quali i tre artisti hanno vinto il concorso “Perdersi a…” Buone esplorazioni urbane!

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