La sussidiarietà circolare: ce ne parla il prof. Zamagni

Pubblichiamo un estratto del contributo che ci ha inviato il Prof. Zamagni sul tema della sussidiarietà circolare e della sua importanza nell’offrire a tutti la possibilità di partecipare a iniziative virtuose come quella degli scambi all’estero.

“E’ indispensabile che la società civile torni ad organizzarsi per la cooperazione e non semplicemente per la collaborazione. La parola chiave è qui cooperare, perché non basta collaborare. Aristotele ci ha insegnato che operare insieme è assai più che lavorare insieme. Cooperare insieme agli altri due vertici del triangolo per raggiungere l’obiettivo del bene comune. Questo è il motivo per cui saluto con piacere e con piena cognizione di causa iniziative come questa, il cui scopo è ultimamente quello di diffondere pratiche virtuose di azione…

Chiaro che la scuola è importante, ma i ragazzi oggi non hanno bisogno solo delle ore scolastiche, hanno anche bisogno di andare all’estero, con gli scambi e partecipare a iniziative diverse ed emozionanti. Però se non adottiamo il modello della sussidiarietà circolare, lo scambio avverrebbe comunque, ma la domanda sarebbe: tra chi? Tra le famiglie benestanti che hanno la possibilità di mandare i figli fuori dall’Italia in modo autonomo. Se invece vogliamo che anche i ragazzi dal reddito basso possano fare esperienze di grande significato, dal punto di vista culturale, e soprattutto umano, andando per un certo periodo all’estero incontrando altre culture, occorre trovare i medi – che certamente esistono – per applicare il principio della sussidiarietà circolare.

Non si può lasciare un tale glorioso progetto di scambi nelle sole mani dei privati, invocando la sussidiarietà orizzontale, perché potrebbe accadere che chi appartiene a certi ceti avrebbe la possibilità di mandare i propri figli all’estero; non così gli altri. Questa situazione, tecnicamente, ha un nome, si chiama discriminazione sociale e le discriminazioni sociali sono sempre pericolose, perché distruggono il capitale civile della società”.
Stefano Zamagni

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