L’altro e il diverso: come cambia la loro concezione secondo Federica Zanetti

“…Sì, perché il viaggio, facendoci uscire all’abituale e quindi dalle nostre abitudini, ci espone all’insolito, e se appena resistiamo alla pigrizia che ci fa rintanare in quelle isole d’Occidente ormai seminate su tutta la terra, siamo costretti a capire: il modo in cui il cielo si stende su tutta la terra, il modo in cui la notte dispiega nel cielo costellazioni ignote, il modo in cui la religione aduna le speranze, il modo in cui le rocce incombono sul villaggio da millenni […], il modo in cui il sole si congeda sull’orizzonte, il modo in cui l’iscrizione fa storia, e il fiume fa ansa, e la terra fa solco…” Umberto Galimberti, Parole nomadi

Dal 1983, e con una forza innovativa ancora profondamente attuale, la proposta educativa dell’Ufficio Scambi Giovanili lancia questa sfida ai giovani, alle scuole e alle famiglie, attraversando il passaggio tra due secoli in una modernità caratterizzata sempre più da processi di globalizzazione e dalla pervasività della rete, dall’incertezza e dall’insicurezza delle condizioni di vita, da paure e vulnerabilità, in una costante tensione tra assimilazione ed espulsione delle differenze culturali. Le iniziative promosse con attenta preparazione e impegno hanno offerto opportunità di incontro tra uomini e donne, tra famiglie e classi scolastiche, tra differenze linguistiche, di abitudini e usi, contribuendo a rendere questi contesti, all’interno delle nostre città, in Europa e nel mondo, veri e propri laboratori di nuove relazione sociali, di nuove abilità e di interazioni umane. Nelle pratiche della vita quotidiana si innestano così degli “altrove”, che diventano possibilità di “altri modi”, di “altri luoghi”… non solo come viaggio o come spostamento fisico, ma come avventura cognitiva e sperimentazione di nuove modalità di incontro e di relazioni.
Federica Zanetti

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