L’inzio e il suo evolversi dalle parole di Carmine Caputo

L’Ufficio Politiche Giovanili del Comune di Bologna aveva voglia di anticipare le tendenze, mettersi in gioco, sfidare i disfattisti. E poi, cavolo, se l’ha fatto Modena con Stradanove, vuoi che non siamo capaci noi. E così si allestì un gruppo di studenti di Comunicazione e professionisti che provasse a dare forma al progetto Flashgiovani. Gruppo di cui sono onorato di aver fatto parte, e che generò anche un figlio minore, Giramondo, il portale (allora tutto era un portale, con la presupponenza entusiasta dei pionieri) per gli scambi giovanili. Quegli scambi giovanili di cui celebriamo i trent’anni. Uno strumento che testimoniasse in tempo quasi reale le esperienze, le gioie e magari anche le delusioni dei giovani che prendevano parte ai viaggi formativi all’estero organizzati dal Comune di Bologna. Non fu facile: ricordo che girai un filmato con una videocamera analogica (VHS) per seguire un evento, lo acquisii con una scheda video e dopo averlo tagliato e montato cercai di comprimerlo il più possibile. Una mezza giornata di lavoro, ma il video finale pesava 5 mega. Troppo per i modem e i loro bipbip gracchianti di allora. E però quelle difficoltà ti facevano soppesare le scelte, perché prima di pubblicare qualcosa ci lavoravi e ti domandavi se valeva la pena davvero renderlo pubblico. E dovevi confrontarti con gli altri, con il resto della redazione, di quella fucina di creatività che non sarà certo stata la bottega del Verrocchio o lo Studio 54 ma produceva idee a ritmo continuo. E se non venivano a noi le idee venivano a chi quel gruppo lo ha voluto e guidato per tanti anni, Doriana Bortolini la più giovane di tutti nonostante certe inutili evidenze anagrafiche.
Carmine Caputo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *