Sono sempre di più i ragazzi che si fanno un piercing o un tatuaggio, ma quali sono le persone che sono più attratte da questa moda?
Il popolo dei tatuati oggi non comprende solo gli adolescenti ma anche giovani e adulti di entrambi i sessi, appartenenti a contesti sociali ed economici eterogenei, che utilizzano il corpo per motivazioni diverse sia individuali che di gruppo. Coesistono infatti fenomeni di imitazione, di identificazione con modelli, di ricerca individuale, di critica e di opposizione al sistema, di trasgressione, di conformismo, di individuale malessere profondo, ma anche di semplice estetica.

I tatuaggi o i piercing possono far pensare a rituali di tribù primitive. Da noi, dove e come è nata questa pratica?
Il fenomeno in occidente è nato all'interno di specifici contesti sottoculturali, è correlato a una serie di motivazioni e finalità che ricordano la critica e l'opposizione alle norme sociali dominanti, siano esse ideologiche, politiche, economiche o estetiche.

Secondo lei, esistono differenze fra tatuaggio e piercing?
Il tatuaggio è un fenomeno al limite, ha un carattere permanente, comporta un'assunzione di responsabilità e consapevolezza è maggiormente legato a motivazioni che riguardano la propria identità e la propria storia. Spesso viene creato dallo stesso proprietario rafforzando il legame tra segno e sé, sottolineando il desiderio di racchiudere in un'immagine la vita stessa di un individuo. Il piercing sembra avere intenzioni più esplicitamente esibitive ed allo stesso tempo più ludiche: c'è e non c'è, si può mettere o togliere, il buco si può lasciare chiudere o riaprire. Questo consente ai giovani che lo indossano di giocare con una molteplicità di identificazioni possibili. Comunque ambedue coinvolgono in modo cruento, drammatico, doloroso e sanguinoso la pelle e ambedue hanno forti intenti espressivi.

Ci possono essere varie ragioni che inducono i giovani a farsi piercing o tatuaggi. In generale, perché vengono fatti?
La loro pratica e diffusione è sostenuta da esigenze narcisistiche. Se all'inizio viene "fatto per essere visto" poi diventa una comunicazione per sé, come se il soggetto utilizzasse gli altri per rendere amplificata e più suggestiva la propria esperienza.

E i giovani cosa dicono?
Che "il piercing e il tatuaggio si fanno per moda", "servono ad apparire", "comunicano appartenenza", "esprimono trasgressione e originalità", "si fanno per sé", "segnano una tappa della vita" e "rappresenta un punto fermo rispetto al trascorrere del tempo". A dispetto delle apparenze insistono sul fatto che, non vi sono intenti polemici nell'esibizione delle insegne generazionali.