Padre Madre di Cesare Cremonini

padre
occhi gialli e stanchi
nelle sopracciglia il
suo dolore da raccontarmi
madre
gonna lunga ai fianchi
nelle sue guance gli anni e i pranzi
coi parenti
non senti o non mi ascolti
mentre piango ad occhi chiusi
sotto al letto
padre
se mi manchi
è perché ho dato
più importanza ai miei lamenti
madre
perché piangi
ma non mi hai detto tu che una
lacrima è un segreto
ed io ci credo ma non ti vedo
mentre grido e canto le
mie prime note
ma se una canzone che
stia al posto mio non c'è
eccola qua
è come se
foste con me eh eh.
padre
mille anni
e quante bombe sono esplose
nei tuoi ricordi
madre
tra i gioielli
sono ancora il più prezioso
tra i diamanti
ma non mi ascolti
non mi senti
mentre parto sulla nave
dei potenti
ma se una canzone che
stia al posto mio non c'è
eccola qua
è come se
foste con me
ma se una canzone che
stia al posto mio non c'è
eccola qua
è come se
foste con me eh eh.
padre
occhi gialli e stanchi
cerca ancora con i
tuoi proverbi a illuminarmi
madre
butta i panni
e prova ancora
se ne hai voglia a coccolarmi
perché mi manchi se son stato
così lontano è stato solo
per salvarmi
così lontano è stato solo
per salvarmi
così lontano è stato solo
per salvarmi
ma se una canzone che
stia al posto mio non c'è
eccola qua
è come se
foste con me
è come se foste con me
è come se foste con me
è come se foste con me


Ricordo che quando sentii questa canzone per la prima volta, diversi anni fa, fui catturata  dal ritmo incalzante  e apparentemente allegro; solo in un secondo momento ascoltai davvero le parole. Ho scelto questa canzone perché tratta un tema che emerge spesso nelle mail che ci arrivano allo psicologo on line, il rapporto con i genitori. Inoltre, nello scorso approfondimento musicale abbiamo parlato del concetto di desiderio che è strettamente legato a questo tema.

Cesare Cremonini ha scritto questa canzone quando aveva poco più di vent’anni; è un messaggio diretto ai suoi genitori in cui constata quanto sia più facile dire certe cose attraverso una canzone. “ma se una canzone che stia al posto mio non c'è eccola qua”

C’è un doppio significato in questa canzone, da un lato una dichiarazione d’amore nei confronti dei genitori, chiede al padre di continuare a illuminarlo e alla madre di continuare a coccolarlo; dall’altro lato evidenzia la necessità di separarsi da loro, con una frase molto incisiva “se son stato così lontano è stato solo per salvarmi”

Ma per salvarsi da cosa? O per salvare che cosa? Il proprio desiderio.

L’assunzione del proprio desiderio implica necessariamente una separazione dalle aspettative dei genitori, il rischio della scelta soggettiva. E’ un movimento bidirezionale: i genitori dovrebbero essere capaci di lasciare andare la morsa con cui hanno tenuto stretti i figli prima dell’adolescenza, accettare una perdita di potere nei loro confronti e il successivo smarrimento che questa perdita comporta. Ma se questo non avviene, non significa che i figli debbano rimanere piegati alla domanda e al desiderio dei genitori; certo, essere aderenti alle domande e alle aspettative degli altri produce il vantaggio di sentirsi amabili agli occhi degli altri, di sentirsi necessari, di donare un senso alla propria esistenza. Ma qual è il prezzo di questo? Allontanarsi da ciò che si è. Impegnarsi nella realizzazione del proprio desiderio non è un’impresa facile perché implica l’incontro con la solitudine;  e questo può essere un peso difficile da sopportare.

Per questo la separazione è tanto difficile.

Essendo questa canzone autobiografica, mi permetto alcune considerazioni che ho appreso da un’intervista a Cremonini e che uso a titolo di esempio.

Guardando il video di questa canzone, all’inizio c’è l’autore da piccolo che suona il pianoforte; la madre, come lui dirà “forse ha fatto un grosso errore regalandomi quel pianoforte” perché il suo intento era quello di vederlo suonare spartiti di musica classica mentre non poteva immaginare che, proprio a partire da quel pianoforte sarebbe nata la sua passione per la musica, anche se di un altro tipo. La svolta, verso il genere di musica che suona attualmente, avviene grazie a un altro dono, quando a 13 anni il padre gli regala il disco dei Queen.

Questa breve digressione mette in luce un aspetto molto importante. Il distacco deve poter avvenire conservando un legame simbolico con la famiglia. C’è un’immagine che mi piace molto: pensare a un giovane che si rivolge all’esterno della sua famiglia guardando però allo stesso tempo all’interno della casa dei genitori.

Riconoscere il debito simbolico che  ci lega ai  genitori senza che questo diventi però un ricatto. E’ quello che cerca di dire l’autore in questa canzone, riconosce ai suoi genitori che il suo desiderio è in un certo rapporto a loro “è come se foste con me” pur essendo dovuto passare per l’esperienza della separazione per accedere al proprio desiderio particolare.