di Cristina Oddone

"Sant'Antonio dalla barba bianca fammi avere quel che manca".
Con questa filastrocca la nostra "Alice" (Serena Cavalieri), curiosa e un po' maldestra, piccola e insicura, si appella al Santo, nella speranza di riuscire a capire chi è veramente. Certo non è facile acquisire sicurezza dopo che le due maligne brocche l'hanno convinta di essere inutile e invisibile.
La protagonista intraprende involontariamente un viaggio alla scoperta di se stessa, accettando i consigli delle cinque bambole sue copie che la convincono a guardarsi dentro per scoprire di avere cervello, cuore e coraggio. Seppur insicura, ha la forza di aiutare gli abitanti della stalla a liberarsi da un ragno mostruoso e astutamente sa resistere alle tentazioni di chi tenta di adescarla lungo la strada.
Nell' ultima prova dimostra di avere cuore: decide di rimettere insieme i cocci della povera brocca ridotta in mille pezzi, nonostante questa l'abbia presa in giro all'inizio della sua avventura. Alla rappresentazione hanno assistito estasiati una ventina di bambini che commentavano le scene con la loro sincera spontaneità. La scolaresca, tra i quattro e cinque anni, guardava con meraviglia le scenografie pensili e i pannelli sospesi, si stupiva insieme alla protagonista scoprendo botole nel pavimento. Dopo lo spettacolo i bambini hanno seguito Cristina Cazzola regista insieme a Dario Moretti dietro il palco per osservare tre installazioni. Le "sculture" riproducono tre ambienti distinti: la casa, un tabernacolo con trentuno porte attraverso le quali vedere simboli legati a Sant'Antonio; il campo, dove tanti corvi sono rimasti incantati ascoltando le filastrocche dei bambini pronunciate da uno spaventapasseri; la stalla, luogo in cui viene raccontata la storia di come il Santo, sceso negli inferi insieme al suo maiale, riuscì a rubare il fuoco al diavolo per portarlo agli uomini.
La favola stupisce tutti, grandi e piccoli.
I concetti profondi vengono trattati in modo semplice e comprensibile per tutti; la narrazione è un viaggio attraverso le tradizioni della terra in compagnia degli animali. Questo tipo di approccio dei bambini al linguaggio e ai simboli del teatro, strumento di comunicazione a loro poco noto, si è rivelato positivo. Questo strumento offre ai bambini l'opportunità di conoscere valori oramai quasi scomparsi nei programmi televisivi. L'iter dello spettacolo è una sorta di percorso di formazione, aiuta a riflettere su come si acquisisce consapevolezza di sé, ricorda gli ingredienti necessari per affrontare la vita: intelligenza, audacia e sensibilità.

Il santo nella stalla di Cristina Cazzola e Dario Moretti
con Serena Cavalieri

sito della compagnia stabile di teatro per l'infanzia Teatro all'improvviso di Cristina Cazzola e Dario Moretti www.teatroallimprovviso.it/improvviso/