di Walter Piva


Arriva, direttamente da Broadway, l'adattamento italiano di Avenue Q, musical che, dal 2003, più volte è stato replicato negli Stati Uniti e nel resto del mondo.

Il musical si distingue dai suoi "colleghi" poiché propone come protagonisti dei pupazzi, animati da attori che condividono insieme a loro la scena. Come recita l'opuscolo promozionale: "Così all'improvviso, ci si ritrova in una dimensione dove il pupazzo e l'attore si sono fusi in un unico personaggio e non si percepisce più dove inizia uno e finisce l'altro."  

In realtà l'effetto, specie durante la prima parte, può risultare fuorviante. L'attore distrae dal pupazzo e viceversa, rendendo difficile l'identificazione nel personaggio. Ma ciò viene compensato dall'incredibile talento dei protagonisti che riescono a caratterizzare in maniera esemplare i personaggi, con voci e timbri molto diversi fra loro.
In particolare è di grande versatilità la prova dei protagonisti, tutti giovanissimi, che interpretano anche più di un personaggio durante lo spettacolo. La vicenda racconta le storie intrecciate di alcuni personaggi che vivono insieme in "via della sfiga".
Il plot pecca forse di linearità, pur trattando temi parecchio "scottanti" come il razzismo, il sesso, l'omofobia. Il tono è sempre molto leggero e simpatico, dettato da musiche vivaci magistralmente eseguite dagli attori e dalla band "nascosta". E' da sottolineare, infatti, che, a differenza dei consueti musical teatrali, non ci sono basi musicali ma una band di sei elementi che arricchisce in maniera non indifferente la parte musicale dell'opera.

Degna di nota infine è la prova vocale della protagonista femminile, Elena Neri, e del co-protagonista maschile (Mauro Simone) che interpreta, con doti da doppiatore, il personaggio più irriverente e, quasi di conseguenza, più divertente dello spettacolo: Trekkie.


Teatro delle Celebrazioni - 17 ottobre 2009