Di Maria teresa Amodeo

di Bernard-Marie Koltes
Musica originale Giuliano Sangiorgi
Regia Juan Diego Puerta Lopez
Teatro delle Celebrazioni, 21 gennaio 2011.

"Notte poco prima nella foresta", messo in scena da Claudio Santamaria, è senz'altro uno dei testi più difficili di Koltès.

Lungo monologo, flusso di coscienza continuo, frammentato scorrere di ricordi che il protagonista, di cui non ci è dato sapere il nome, racconta seguendo il filo conduttore dei sentimenti e delle emozioni che hanno segnato alcuni fra i momenti più particolari della sua vita: solitudine, rabbia, rancore, amore, malinconia, veloce passar via del tempo che stanca.
Con un linguaggio diretto e alle volte esageratamente carico di phatos, Koltès descrive un mondo abitato da nomadi e da donne di facili costumi la cui esistenza è schiacciata dall'ineguatezza al saper vivere.
La tematica principale che emerge nello scorrere continuo e incessante di parole che, come bombe, colpiscono lo spettatore fino quasi ad atterrirlo, è la condizione dello straniero: straniero lontano dal suo paese, straniero immensamente solo nel suo stesso paese, straniero perfino a se stesso.
La scenografia scarna e buia contribuisce a rendere quel senso di solitudine che disarma lo spettatore rendendolo testimone inerme del dramma messo in scena.
Unica nota di calore nel grigio spartito di "la notte prima della foresta" sono le musiche originali di Giuliano Sangiorgi (cantante dei Negramaro) e la carica emotiva che Claudio Santamaria non fa fatica a trasmettere attraverso un teatro, il suo, mentale e corporeo, scultoreo e carnale.