Chicago Boys

Con Renato Sarti, Elena Novoselova
Scene e costumi Carlo Sala
Video realizzati in collaborazione con Fabio Bettonica
e N.A.B.A. - Nuova Accademia di Belle Arti di Milano

di Sara Fulco

Il cinico, ironico e satirico spettacolo di Renato Sarti è approdato sul palco dell'Arena del Sole! Un motivo per riflettere sulle dinamiche mondiali e sugli invisibili meccanismi economici, che hanno cambiato il volto della Terra e che influiscono nella nostra quotidianità.

Il celebre drammaturgo triestino prende le sembianze del capitalismo, dandogli forma umana. Disegna e crea un volto inquietante, che rimane impresso dall'inizio alla fine dello spettacolo, catturando con i suoi monologhi, accompagnati dalla dura delicatezza del tono femminile di Elena Novoselova, l'attenzione degli spettatori.

L'atmosfera del luogo riporta ad un tempo indefinito, senza confini né contorni precisi che hanno, però un unico punto fisso di inizio e di partenza: la vasca da bagno, nella quale l'attore immortala tutta la pièce.

La vasca da bagno, infatti, diviene il fulcro e il simbolo della rappresentazione, poiché molto spazio discorsivo avrà la tematica dell'acqua e la privatizzazione d'essa. Le luci rosse palpitanti della sala ruotano attorno all'elemento fluido, dove avviene la fusione tra spettacolo e spettatori e la metamorfosi con l'idea di acqua vista come centro motrice della società, dell'uomo, della vita stessa. Un bene insostituibile, che sta subendo l'influsso umano senza che noi possiamo rendercene conto.

La rappresentazione ha però avvio con la ricostruzione storica della dittatura cilena e dei rapimenti dei desaparecidos argentini, delle decisioni prese dagli U.S.A e dalla Donna di Ferro inglese, raccontandoci come quel gruppo di economisti filo-capitalisti, i Chicago Boys, abbiano puntellato queste grandi potenze in cui erano già presenti situazioni difficili e instabili.

Il libero mercato è andato, infatti, a sfilettare ulteriormente la società premendo sul suo punto debole, creando ruoli, posizioni e personaggi, che hanno innescato reazioni e meccanismi politici, strumentalizzandoli.

Lo spettacolo dalla cantilena ossessiva "Libera volpe, privatizza privatizza", rimane nella memoria e nelle orecchie dell'ascoltatore, che viene risucchiato in questo vortice di scoperta e incredulità, da questa volontà di acquisire potere sulle spalle dei deboli, dei poveri, ma anche sulle spalle della Terra, dell'ambiente e della natura, che viene calpestata, estirpata e direzionata dall'azione dell'uomo, bramoso di potere.

La volontà di denuncia è, qui, rappresentata perfettamente dal valore dell'attore, nonché regista dello spettacolo, che con abilità porta in scena tutto quello che non gli sta bene, con una cinica ironia che continua a farti ridere, anche in momenti di sofferenza sociale.

Arena del Sole, mercoledì 29 febbraio 2012, Bologna